Tralasciando Nostradamus, che secondo alcuni avrebbe previsto in questo 2020 una gravissima crisi tra Oriente e Occidente e un annus horribilis per il futuro dell’uomo –interpretazioni molto bizzarre e pessimistiche sul web si stanno sprecando – il nuovo anno rischia di essere di difficile gestione per quando riguarda la crisi climatica, molto peggio del 2019.

Si chiude un anno da dimenticare, il 2019

Se il 2019 è stato definito il secondo anno storicamente peggiore di sempre per quanto riguarda l’incremento delle temperature e i danni provocati da fenomeni naturali come uragani, tempeste e tornado, il 2020 rischia di essere anche peggio. Lo sostengono gli esperti di meteorologia che interpretando i flussi dell’anno appena trascorso immaginano che le ondate di gran caldo, seguite a improvvisi abbassamenti di pressione sugli oceani, potrebbero provocare crisi anche peggiori. 

A presentare un quadro preventivo è stato il MET Office, una delle associazioni più autorevoli dello studio e dell’evoluzione meteoclimatica secondo il quale il 2020 dovrebbe chiudersi con un ulteriore incremento della temperatura media rendendo l’anno che si è appena aperto il più caldo di sempre, 1.11 in più rispetto alla media registrata tra 1850 e 1900.

Servirebbe una tempesta…

Un grado medio a livello mondiale è una vera enormità, dicono i meteorologi: ma la cosa peggiore è che questa tendenza si è indicizzata e mai come da dieci anni a questa parte si è fatta intensa. Paradossalmente ad abbassare la tendenza potrebbero essere le tempeste: e probabilmente non c’è da augurarselo se è vero che l’anno più caldo in assoluto sarebbe dovuto essere il 2016, per lo meno prima del passaggio di El Niño che segnò una significativa differenza.

Le possibilità di avere tempeste così consistenti da abbassare una tendenza al caldo così consolidata come quella prevista per quest’anno sono scarse: e sicuramente non bisogna augurarsi una disgrazia per abbassare la temperatura globale: “Eventi naturali come El Niño, per altro scatenato proprio dal global warming sul Pacifico – dice il professor Adam Scaife, specialista nelle previsioni a lungo termine del MET Office – possono influenzare almeno in parte un bilancio nell’anno solare ma in assenza di disgrazie del genere sarà un anno pessimo sotto l’aspetto dell’incremento delle temperatura e dell’emissione di gas serra, soprattutto in corrispondenza delle grandi metropoli e dei paesi, come Stati Uniti, Cina, Russia, India e Brasile che fino a questo momento si dimostrano scarsamente sensibili a una discussione sulla salvaguardia del clima e dell’ambiente”.