Acea Energia voltura: come si fa

Nel caso di subentro di nuovo inquilino, è possibile effettuare la voltura della fornitura Acea Energia per continuare a godere delle medesime offerte, sebbene intestando la fornitura ad un nuovo titolare. Vediamo come si fa.

Voltura con Acea Energia

La voltura è tecnicamente il passaggio dal vecchio al nuovo intestatario nel medesimo contratto di fornitura. Questo comporta una successione di parti che non altera il funzionamento della fornitura esistente, il che spiega perché, per effettuarsi la voltura, il contatore debba essere attivo e debba continuare l’erogazione di luce/gas. Se, viceversa, il contatore è stato chiuso, la procedura da seguire è quella del subentro.
Alla luce di quanto detto, la voltura può essere effettuata in molti casi: ad esempio, quando cambia l’inquilino o il proprietario di casa, oppure in caso di morte dell’attuale intestatario o di separazione e divorzio.

Come si fa la voltura con Acea Energia?

Bisogna tener presente che, salvo il caso di voltura mortis causa (e con subentro dei soli eredi), la voltura è un’operazione non gratuita: i costi della medesima, infatti, vengono addebitati nella prima bolletta del nuovo titolare del contratto.
Per procedere alla voltura è necessario indicare ad Acea i dati anagrafici del vecchio e del nuovo intestatario, la residenza e gli estremi di fatturazione del nuovo intestatario, i codici POD (per la luce) e PDR (per il gas) delle utenze in cui avviene la voltura, oltre alla lettura più recente del contatore.
L’operazione deve, di norma, essere effettuata dal nuovo titolare, salvo accordo in senso contrario con il vecchio (comunque escluso nell’ipotesi di morte): conseguentemente anche i costi spettano al nuovo titolare. La procedura, viceversa, non è particolarmente complessa, dal momento che ai fini del contratto muta semplicemente il nome dell’intestatario, mentre rimangono inalterate le condizioni contrattuali e tariffarie previste fino a quel momento.
In particolare, quanto ai costi e alla responsabilità dell’esecuzione della voltura, che – ribadiamo – sono normalmente a carico del nuovo intestatario, salvo ad essere richiesti al vecchio titolare (che, comunque, potrà rivalersi sul nuovo), esistono ben precise spese amministrative e di gestione connesse alla voltura con Acea Energia.
Esse comprendono un contributo fisso di 26,13 euro per oneri di distribuzione, oltre ad un contributo fisso di 23 in oneri amministrativi; ancora, è richiesto un deposito cauzionale di 11,5 euro per kW di potenza luce impiegata e dai 30 ai 90 euro nel caso del gas; infine, bisogna pagare l’IVA sui contributi evidenziati nella misura del 22%, oltre all’imposta di bollo pari a 16 euro, come previsto dal contratto.

Ci sono alternative alla voltura?

Come abbiamo visto, la voltura prevede dei costi, oltre a richiedere dei tempi tecnici ben precisi per poter essere effettuata. Inoltre, scegliere di eseguire la voltura impedisce al nuovo inquilino/proprietario o comunque intestatario della fornitura di poter operare un confronto con le condizioni economiche proposte da altri fornitori, che potrebbero essere divenute ben più vantaggiose dai tempi in cui era stato stipulato il contratto nel quale si subentra.
Ecco perché può apparire utile preferire alla voltura il passaggio ad un nuovo operatore, che può offrire anche condizioni migliori dal punto di vista tariffario. Un esempio in tal senso è l’offerta Next Energy di Sorgenia che, con la tariffa fissa per i primi dodici mesi dall’attivazione, tiene il cliente al riparo dalle oscillazioni valutarie sul mercato energetico. Peraltro, a differenza che nel caso di voltura, il passaggio al nuovo operatore non comporta alcun costo e onere in capo al cliente, dal momento che sarà Sorgenia ad occuparsi di disdire il vecchio contratto di fornitura, procedendo automaticamente all’attivazione della nuova fornitura.