Il mare è molto lontano dall’immaginario comune di mondo silenzioso e privo di rumore, infatti pochi sono a conoscenza del fatto che al di sotto della superficie dell’acqua il suono si propaga molto più velocemente e percorre distanze di lunga maggiori rispetto a quanto avviene nell’aria. Per valutare i danni causati dal crescente aumento dell’inquinamento acustico sottomarino è stata posizionata una boa autoregistrante a largo di Rimini. L’apparecchio costituirà una sorta di sentinella del livello di inquinamento acustico aiutando a capire quanto il suono possa incidere sulla salute della fauna marina.

I danni dell’inquinamento acustico sottomarino

Il mare e gli oceani sono ecosistemi complessi e allo stesso tempo estremamente vulnerabili. Al di sotto della superficie dell’acqua troviamo numerosi suoni naturali, quali pioggia, onde, terremoti, ma soprattutto i rumori biologici prodotti dalle specie marine. Questo ecosistema perfetto è stato disturbato dal moltiplicarsi di rumori antropici, i quali si sono praticamente sostituiti a quelli dell’ambiente marino.

Gli animali sono molto sensibili ai rumori, infatti è attraverso i suoni che essi riescono ad orientarsi, comunicare, proteggersi e nutrirsi. Il rumore delle imbarcazioni è spesso causa di urti accidentali di cetacei e mammiferi marittimi, mentre il solo suono causato dalle cavitazione dell’elica può raggiungere centinaia di chilometri.

Il trasporto marittimo, l’attività di ricerca dei giacimenti di petrolio, la costruzione di attività militari e i sonar che da essi sono prodotti sono solo alcune delle attività che l’uomo quotidianamente svolge e che hanno incredibili conseguenze distruttive sullecosistema marittimo. La combinazione di tali rumori spesso causano ferite, la perdita dell’udito e in casi più gravi la morte di cetacei e pesci. E’ stato dimostrato che lo spiaggiamento e il decesso di animali marini è spesso legato all’eccessiva presenza di rumori antropici. Purtroppo la lista degli effetti negativi causati dall’inquinamento acustico sottomarino è molto ampia e comprende anche l’abbandono dell’habitat di provenienza, la riduzione della capacità di riprodursi e una maggiore predisposizione allo sviluppo di malattie. Il problema deriva proprio dalla maggior capacità del suono di propagarsi per chilometri rispetto a quanto avviene nella terraferma.

Le conseguenze prodotte dall’inquinamento acustico sottomarino ha portato la comunità internazionale a considerare il problema un’urgenza ambientale. Nel 2008 la Comunità europea, nella Direttiva quadro sull’ambiente marino (2008/56/CE), ha incluso ufficialmente tra le forme di inquinamento anche quello acustico sottomarino. Il problema come tutte le problematiche ambientali richiede ovviamente un grado di cooperazione tra i vari Stati.

Il progetto Soundscap

Al fine di avere una misura del pericolo relativo all’inquinamento acustico sottomarino, è stato avviato recentemente il progetto di ricerca Soundscape, il quale consiste nel posizionamento di idrofoni nelle aree del Mar Adriatico, una tra le aree fortemente colpite dal crescente traffico marittimo e turistico.

L’apparecchio installato a largo di Rimini sarebbe l’ultimo degli otto che sono stati posizionati per lo più nell’Adriatico settentrionale, in particolare in acque italiane, croate e internazionali. Il progetto vede la partecipazione della Fondazione Cetacea, associazione onlus che si occupa della protezione delle specie marittime più a rischio in Emilia-Romagna e Marche, la quale insieme ad Eni e la scuola di Sub Rimini Gian Neri si è occupata dell’installazione della boa autoregistrante. La stessa associazione si occuperà anche della raccolta dei dati; il progetto trova la propria giustificazione in seguito a numerosi studi che spiegano come la morte e lo spiaggiamento di diversi organismi marini sia proprio dovuto all’eccessivo rumore subacqueo. Il problema deriva dal fatto che i suoni naturali sono stati infatti completamente coperti da quelli prodotti dall’uomo.

I primi risultati della ricerca Soundscape verranno pubblicati nel mese di Settembre a Rimini dove si terrà un evento nel quale gli esperti potranno presentare l’esito dell’indagine, fornendo così una prima misurazione dello stato di inquinamento acustico sottomarino e prendendo così le adeguate misure di intervento. E’ la prima volta che l’inquinamento acustico marino viene misurato nell’Adriatico, le speranze sono quelle di fornire una base da cui iniziare per ulteriori scoperte scientifiche e garantire lo sviluppo sostenibile degli ecosistemi marini e costieri.

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