Stefano Mancuso, neurobiologo di fama internazionale, ha parlato chiaro: per salvare il pianeta Terra basterebbero 900 milioni di ettari piantati.

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Science dal Crowther Lab del Politecnico di Zurigo, le aree della Terra inutilizzate dall’uomo potrebbero ospitare altri 900 milioni di ettari di foresta: un vero e proprio 'polmone verde', grande quanto gli Stati Uniti, capace di salvare il pianeta dai cambiamenti climatici.

Esso, infatti, potrebbe ridurre del 25% l'anidride carbonica (CO2) atmosferica, così da riportarla ai livelli di un secolo fa. 

Come tanti altri Paesi, anche l'Italia potrebbe contribuire con 1,5 milioni di ettari di copertura forestale.

Disastri ambientali dovuti all'impatto dell'uomo sul Pianeta

Secondo Mancuso, i disastri ambientali sempre più palesi sul Pianeta dipendono unicamente dall’attività umana, ovvero dal momento in cui egli ha deciso di incidere profondamente sull’ambiente che lo circondava con l’agricoltura.

Il rispetto dei diritti di tutti gli esseri viventi è fondamentale per la sopravvivenza, soprattutto quelli futuri. Trovare una soluzione al più presto per risolvere il problema del clima sempre più urgente, non può più farsi attendere.

Tutte le soluzioni proposte e discusse negli ultimi periodi si basano sul presupposto di cambiare radicalmente lo stile di vita di tutta la popolazione: tutto ciò richiede troppo tempo.

Se non è possibile cambiare le abitudini di tutte le persone allo stesso tempo, secondo il professore è necessario appellarsi alla potenza delle piante. Gli alberi sono in grado di assorbire le emissioni che produce ogni attività umana.

Secondo una recente ricerca del Politecnico di Zurigo, basterebbero 900 milioni di ettari di nuove foreste per ridurre di ben due terzi l’attuale livello di gas serra: un’area vasta quanto gli Stati Uniti.

Studio del Politecnico di Zurigo

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Science dal Crowther Lab del Politecnico di Zurigo, la Terra è in grado di ospitare altri 900 milioni di ettari di foresta in aree inutilizzate dall’uomo. Ciò potrebbe ridurre del 25% l’anidride carbonica atmosferica e riportarla ai livelli di almeno 100 anni fa. 

I risultati della ricerca quantificano per la prima volta gli alberi che la Terra potrebbe ancora ospitare e indicano esattamente in quali zone potrebbero crescere e quanta CO2 potrebbero assorbire. Le foreste attuali potrebbero letteralmente aumentare di un terzo senza intaccare città e coltivazioni.

Lo studio rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per un piano d’azione a livello globale. L’aumento delle temperature sta riducendo la disponibilità di terreni fertili che potrebbero ospitare foreste.

Secondo i dati, sono sei i Paesi che potrebbero giocare un ruolo di primo piano: la Russia, con 151 milioni di ettari; gli Stati Uniti, con 103 milioni; Canada con 78 milioni; l’Australia, con 58 milioni; il Brasile, con 50 milioni e la Cina, con 40 milioni.

Chi è Stefano Mancuso

Classe 1965, Stefano Mancuso è uno scienziato di fama internazionaleBiologo e botanico stimato, egli dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV) dell’Università degli Studi di Firenze, presso la quale è anche professore.

Ha insegnato in diverse università in varie parti del mondo. 

Ritenuto uno degli uomini che potrà cambiare il mondo, Stefano Mancuso è stato inserito dal quotidiano La Repubblica nella lista dei venti italiani più influenti, che potranno cambiare la vita di tutti. 

La sua passione e dedizione per le piante e le loro proprietà curative lo hanno reso famoso; i suoi studi, infatti, non sono conosciuti solo in Italia, ma in buona parte del mondo.