Il cambiamento climatico è una questione che sta molto a cuore, non solo al pubblico adulto, piuttosto sono i giovani studenti, i più autentici protagonisti. Sono numerosi gli scioperi, le proteste, le manifestazioni organizzati. Ci occuperemo, in particolar modo, di 3 giovani attiviste ambientali. In tutto il mondo, si sta cercando di porre rimedio a questo dolore per l’ambiente. Citandole Greta Thunberg, Mari Copeny e Hamangaí. 

Secondo le stime mondiali, questi sono i dati del numero di persone che hanno preso parte alle manifestazioni: 800 negli Stati Uniti, 400 in Germania e altrettanti in Inghilterra, Australia, Francia e Belgio. Inoltre, spostando il filo del discorso sulle proteste, ricordiamo 13 città indiane e 12 indonesiane attive.  

Greta Thunberg, la più famosa tra le attiviste ambientali

Tra il 20 e il 27 settembre, strade gremite di persone che, in merito al cambiamento climatico, hanno dato luogo a proteste, manifestazioni e scioperi. Un esempio, fra tali eventi, concerne il summit CoP24, svoltosi in Polonia. Tra i partecipanti, si è notata considerevolmente la presenza della quindicenne svedese, Greta Thunberg. A oggi, l’attivista ambientale più giovane al mondo, in termini di green. “Scioperiamo oggi per costruire un futuro migliore”, questo è principalmente il pensiero che Greta ha espresso durante il suo discorso. Greta, ha preparato un discorso emozionante e critico verso la classe politica mondiale. E ha concluso così: “Il vero potere appartiene al popolo. Grazie.”

La giovane è diventata un personaggio mediatico nel giro di pochi giorni, tanto che non solo ha recentemente condotto il quarto sciopero per l’ambiente – conclusosi pochi giorni fa – ma è anche tra i nomi in corsa per il Premio Nobel per la Pace

Mari Copeny

Nome di battesimo Amariyanna, ma nota a tutti come Mari, è una giovane attivista di dodici anni di età che sprona i propri coetanei a cogliere tutte le occasioni che la propria generazione può cogliere. Sul suo sito ufficiale viene autodefinita “Filantropa, attivista e futuro presidente” e, effettivamente, fin dalla più tenera età si è battuta alzando la propria voce contro i soprusi dei più piccoli della propria comunità a Flint: aveva appena 8 anni quando scrisse la prima lettera all’allora Presidente degli Stati Uniti Barak Obama richiamando la sua attenzione circa la situazione del proprio paese che non disponeva di acqua potabile

Il rilievo mediatico di questo gesto ha innescato una catena di solidarietà e un’importante raccolta fondi che – in poco tempo – ha permesso il raggiungimento che la piccola ma grintosa Mari desiderava raggiungere. 

Hamangaí

Se Greta Thunberg e Mari Copeny sono i portavoce di due regioni del Mondo in cui capitalismo, consumismo e il conseguente maltrattamento dell’ambiente hanno affondato radici più profonde, dal Brasile, dove di recente si è rivolta l’attenzione mediatica per noti fatti che hanno coinvolto la foresta Amazzonica, giunge la voce di Hamangaí Marcos Melo Pataxó, giovane attivista in difesa dei diritti umani e dell’ambiente. Riconnettersi alla Madre Terra: questo il messaggio della giovane studentessa di veterinaria dell’Università Federale di Recôncavo Baiano (UFRB). L’uomo ha bisogno che il Pianeta sia in salute perché è questa che tra energia e sostentamento per il proprio corpo. Il rispetto dell’ambiente è primariamente rispetto per la propria vita e quella della propria comunità, nonché un atto necessario per la sopravvivenza!

Cosa hanno in comune le tre attiviste ambientali?

A questo punto ci si potrebbe chiedere: cosa hanno in comune questi tre personaggi? Sicuramente sono giovani e in quanto tali non hanno paura di alzare la voce contro i potenti, con quel giusto mix di irriverenza e incoscienza che caratterizza i giovanissimi. Inoltre sono tutte di sesso femminile, a dimostrazione di come i tempi stiano rapidamente cambiando e come le giovani donne possano avere il proprio spazio in questioni di rilievo mondiale. 

Infine, hanno in comune che continueremo a sentir parlare di loro, magari, quando si uniranno per ottenere un più alto scopo comune. 

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