Con l’obiettivo di monitorare gli impatti del riscaldamento climatico che interessano soprattutto il Mediterraneo, Greenpeace ha lanciato a Napoli l’operazione “Mare Caldo – Il cambiamento climatico minaccia i nostri mari”, con lo scopo di riunire i governi dei Paesi che letteralmente si affacciano sul mare.

Greenpeace ha scelto di lavorare insieme ai ricercatori del DiSTAV (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita) dell’Università di Genova e posizionare una prima stazione pilota per misurare le variazioni delle temperature lungo la colonna d’acqua.

Operazione Mare Caldo 

Che il Mediterraneo e gli oceani del mondo non stiano bene si è capito da tempo. Fenomeni quali l’innalzamento delle temperature, l’acidificazione e la perdita di ossigeno dimostrano che le conseguenze dei cambiamenti climatici sono particolarmente evidenti.  e Greenpeace, attraverso l’operazione Mare Caldo, vuole sensibilizzare sempre più persone riguardo questa tematica.

Tramite l’installazione di una stazione pilota, l’ONG vuole tenere sotto controllo le temperature marine nel Mediterraneo, dove la minaccia del riscaldamento globale è già evidente sulla fauna e gli ecosistemi.

Nel rapporto redatto da Greenpeace, viene spiegato il ruolo cruciale che svolgono gli oceani del pianeta contro i cambiamenti climatici, assorbendo calore e Co2 dall’atmosfera. Uno studio condotto da Greenpeace stima che gli oceani abbiano assorbito dal 1980 circa il 90% del calore dovuto al riscaldamento globale, ma ne stanno anche soffrendo le conseguenze. 

Allo stesso tempo essi svolgono un ruolo fondamentale anche nella regolazione della temperatura terrestre attraverso la capacità di assorbire e trasportare grandi quantità di calore, agendo quindi da regolatori del clima.

Il riscaldamento del mare, l’acidificazione e la perdita di ossigeno stanno iniziando ad avere gravissimi impatti sulla biodiversità marina e non solo. Lo scioglimento dei ghiacci e l’aumento del livello del mare minacciano la vita di migliaia di persone. 

Termometri sott’acqua per il progetto Mare Caldo

Per studiare più da vicino cosa succeda nel mare, Greenpeace ha scelto di lavorare a fianco dei ricercatori del DiSTAV dell’Università di Genova, scegliendo di posizionare una prima stazione pilota capace di misurare le variazioni delle temperature lungo la colonna d’acqua

Secondo la comunità scientifica, per preservare gli oceani è necessario tutelarne almeno il 30% entro il 2030, realizzando una rete di santuari marini. Nel Mediterraneo c’è soltanto un santuario dei cetacei, situato tra Francia, Principato di Monaco e Italia, peraltro protetto solo su carta, ma privo di misure di tutela efficaci.

Partendo dal mare dell’Isola d’Elba, che rappresenta un importante limite biogeografico per le specie termofile, dove gli impatti dei cambiamenti climatici potrebbero essere particolarmente evidenti. 

Nonostante le condizioni meteo marine in inverno rendano le operazioni subacquee complicate, tramite un lavoro durato numerose immersioni, i ricercatori sono riusciti a posizionare dei sensori ogni 5 metri, fino a 40 metri di profondità, lungo la parte rocciosa di una zona vicino alla costa nord-occidentale dell’isola.  Altri due di back up sono stati collocati sulla catena di una boa di ormeggio del Comune di Marciana posizionata nelle vicinanze. I sensori registreranno le temperature del mare in continuo per due anni evidenziando variazioni stagionali, eventuali onde di calore e fenomeni anomali, con l’obiettivo di correlare i dati raccolti a eventuali alterazioni nelle biocenosi costiere  (cioè l’insieme delle specie animali e vegetali che vive in quell’ambiente marino). Per i ricercatori è infatti fondamentale acquisire dati con lunghe serie temporali e spaziali per poter indicare opportune misure di gestione e tutela.

Iniziative Greenpeace 

Sono numerose le iniziative avanzate da Greenpeace che stimolano la gente ad agire concretamente contro i disagi creati dal cambiamento climatico. Essendo un’associazione non-violenta, Greenpeace organizza manifestazioni, azioni dirette, mobilitazioni globali e campagne per promuovere la pace e incoraggiare le persone a cambiare abitudini. 

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