Come aumentare la potenza del contatore Enel

Nel caso in cui ci si accorga, ad esempio in seguito ad un blackout del proprio impianto, che la potenza energetica erogata non è sufficiente, per prevenire guasti alla rete o agli elettrodomestici può essere utile aumentare la potenza del contatore Enel: vediamo come fare.

Quando è utile chiedere un aumento di potenza?

Normalmente per le utenze domestiche la fornitura viene erogata entro un limite standard di 3kW, oltre ad un margine di tolleranza del 10%. Tuttavia, nonostante gli elettrodomestici di ultima generazione abbiano contribuito a ridurre i consumi, il numero e il fabbisogno delle diverse componenti elettroniche adottate in una famiglia può rendere necessario un aumento di potenza per soddisfare le varie esigenze domestiche.
In questo caso è importante sottolineare che Enel, oltre a molti altri gestori, consentono senza troppi problemi un aumento di potenza fino a 6 kW, quindi fino al doppio della potenza standard, ma anche diminuzioni di potenza fino a 0,5 kW. In questo caso, gli aumenti o le diminuzioni vengono calcolate in scaglioni da 0,5 kW.
Inoltre, esistono specifiche offerte che permettono di avere una potenza installata fino a 10 kW: in questo caso, come stabilito dall’Autorità energetica, le tariffe per l’aumento di potenza prevedono scatti non inferiori a 1 kW.

Quali sono i costi per la variazione di potenza?

Richiedere un aumento di potenza del contatore Enel non è gratis, anche se le nuove riforme sulle tariffe elettriche hanno comportato una generale riduzione dei costi previsti per la variazione di potenza.
In particolare, è stato eliminato il contributo fisso amministrativo di euro 23 per due anni, mentre viene ridotto del 20% circa il contributo richiesto per ogni kW aggiuntivo. Quest’ultimo, inoltre, non viene richiesto nelle ipotesi in cui si proceda all’aumento di potenza dopo che nei due anni precedenti si è richiesta una diminuzione oppure quando il cliente accede al diritto di ripensamento, ossia, sempre nei due anni successivi, rinuncia alla potenza aggiuntiva che abbia precedentemente richiesto.
In dettaglio, i costi per l’aumento di potenza variano a seconda che si operi in regime di mercato tutelato o di mercato libero. Nel primo caso è previsto un contributo fisso di euro 26,13 dall’operatore (in questo caso Enel), oltre ad un contributo pari a 69,36 euro per ogni kW di potenza aggiuntiva richiesta, mentre come visto è stato eliminato il contributo fisso di 23. Per quanto riguarda il regime di mercato tutelato, l’aumento di potenza può prevedere tariffe diverse a seconda dell’operatore, salvi comunque i 26,13 euro richiesti in ogni caso dal distributore.
Ebbene, come detto, a partire dall’aprile 2017 la quota di aumento standard (prevista nel caso di regime di Maggior Tutela e in assenza di differente tariffa dell’operatore) scende da 69,36 euro a circa 55 euro nel caso di aumento pari a 1 kW e a circa 27 euro in caso di scatto non superiore a 0,5 kW.

Come funziona il procedimento?

Per quanto concerne la pratica relativa alla richiesta di aumento di potenza, questa va presentata all’Enel che, entro due giorni, dovrà girare l’istanza al distributore (l’ente che materialmente trasferisce l’energia e che può essere, a sua volta, E-Distribuzione, società del gruppo Enel che si occupa del trasporto di energia).
E’ possibile contattare Enel ai seguenti numeri: se si tratta di Servizio Elettrico Nazionale si può chiamare il numero verde 800 900 800, mentre per Enel Energia il numero verde gratuito è 800 900 860.
Una volta inoltrata la richiesta, il distributore dovrà procedere entro cinque giorni dalla richiesta se non sono dovuti interventi sul contatore, oppure entro 20 giorni, consegnando al cliente un preventivo con i tempi e i costi necessari per gli interventi richiesti.
Se queste tempistiche non sono rispettate, il cliente può ricevere un indennizzo pari a 35 euro in caso di raddoppio del tempo o di 70 euro per il triplo e fino a 105 in caso di ritardo superiore al triplo dei giorni previsti per l’ultimazione della procedura.