Le bollette di conguaglio sono l'incubo di migliaia di utenti titolari di una fornitura luce o gas in Italia. Sono fatture in cui compare la voce ricalcolo bollette precedenti, dove sono conteggiati i consumi dell'utenza domestica mai saldati nelle bollette passate. Si parla di maxi-conguaglio quando il ricalcolo viene eseguito su un periodo di svariati mesi. A seguire un approfondimento sul conguaglio Acea dopo 3 anni. Nell'articolo sarà trattato l'argomento in oggetto, fornendo un'utile spiegazione su come occorra comportarsi qualora si riceva una bolletta di questo tipo.

Bolletta di conguaglio Acea dopo 3 anni: come comportarsi

Chi ha ricevuto una bolletta di conguaglio Acea dopo 3 anni non è tenuto a pagarla. Infatti, per legge i fornitori possono effettuare conguagli per un massimo di due anni. Se la bolletta in esame supera il periodo di 24 mesi, l'utente ha diritto di presentare una segnalazione al fornitore prima e allo Sportello per i consumatori Energia e Ambiente poi. Quest'ultimo è il servizio gratuito realizzato da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), il quale fornisce un aiuto legale essenziale per gli utenti che si ritrovano ad avere una diatriba con il proprio fornitore. Inoltre, il titolare della fornitura ha la facoltà di sospendere il pagamento. Si tratta di uno dei diritti previsti dalla nuova normativa dell'Autorità per l'Energia, che in precedenza fissava la prescrizione della bolletta di conguaglio dopo il quinto anno.

Evitare le bollette di conguaglio Acea

Grazie al servizio di autolettura, l'intestatario di un contratto di fornitura luce e/o gas può riportare ad Acea gli esatti consumi registrati in un determinato periodo. Se la pratica viene adottata con costanza da parte dell'utente, Acea può conoscere con maggiore precisione le abitudini dell'utenza domestica e fatturare bollette con importi sempre più vicini rispetto a quelli fatturati dopo il conteggio effettivo da parte del distributore.