Eni, come la maggior parte delle altre società operanti in Italia nel mercato libero dell'energia, si avvale di promoter e agenti per pubblicizzare le proprie offerte luce e gas. Non sempre però le persone che si presentano al telefono come addetti Eni in realtà lo sono. Il loro obiettivo è di far accettare agli ignari clienti un nuovo contratto di luce e/o gas. In merito alla delicata questione, lo stesso fornitore Eni gas e luce ha pubblicato un approfondimento sui contratti Eni telefonici, dando utili consigli ai clienti su come riconoscere un'eventuale truffa.

Truffe contratti Eni telefonici: come difendersi

Eni consiglia di avviare una chat con operatore sul proprio sito ufficiale, al quale occorre riportare i seguenti dati: codice cliente, numero del telefono dal quale si è stati contattati dal presunto addetto Eni, la data e l'orario della chiamata. Attraverso questi tre dati, l'operatore ufficiale del fornitore Eni può velocemente risalire alla veridicità o meno della telefonata ricevuta in precedenza dal cliente. Qualora si incappi in malintenzionati, è possibile comunque tornare indietro utilizzando il diritto di ripensamento o di disconoscimento del contratto proposto da Eni gas e luce.

Truffe contratti Eni telefonici: diritto di ripensamento e disconoscimento del contratto

Attraverso il diritto di ripensamento, il cliente ha un tempo massimo di 14 giorni per procedere con la richiesta di ripensamento, in modo da recedere dal contratto. Tale operazione è gratuita e non richiede alcun importo aggiuntivo da assegnare a Eni. Allo stesso modo, il disconoscimento del contratto consente al titolare della fornitura di bloccare l'attivazione della nuova fornitura (a patto che non sia ancora attiva) o il ritorno alla vecchia offerta contrattuale (qualora il contratto sia già attivo).