Nei forum specializzati, dedicati principalmente al settore energetico italiano, in tanti si domandano quali sono i costi di chiusura di un contratto A2A, uno dei più noti fornitori attivi nel mercato libero della regione Lombardia (le sue offerte sono sottoscrivibili anche al centro e sud Italia, ndr). Non c'è una sola risposta a questa domanda, dal momento che esistono due tipologie di chiusura del contratto. A seguire un breve approfondimento sul costo della chiusura del contratto A2A nel caso in cui l'azione portata avanti dall'utente richieda una spesa.

Quando e quanto si paga la chiusura del contratto A2A

La chiusura del contratto A2A prevede un costo soltanto quando si richiede la disdetta per cessazione della fornitura, quando cioè si rende necessario l'intervento da parte del fornitore e della ditta da lui incaricata di apporre i sigilli al contatore. Inoltre, se si ha un'offerta A2A alle condizioni contrattuali del Servizio di Maggior Tutela, l'utente è obbligato a pagare un'imposta fissa di circa 20 euro. In merito al costo per la chiusura del contratto A2A, la spesa varia da contratto a contratto. In genere, si tratta di una spesa compresa tra i 30 e 60 euro. L'importo può essere addebitato anche a distanza di oltre 6-12 mesi dal fornitore. Il costo riportato nella bolletta che fa riferimento alle spese tecniche di cessazione va pagato per legge, anche qualora si riceva dopo svariati mesi.

Quando non si paga la chiusura del contratto A2A

Chi sceglie di rescindere il contratto A2A perché ha trovato una nuova offerta luce e gas più conveniente, non è tenuto a pagare alcuna somma al proprio fornitore. A questo proposito, va ricordato che il cliente non deve nemmeno presentare la richiesta di disdetta del contratto per cambio fornitore. Infatti, l'intera pratica viene gestita dal nuovo fornitore, che segnala l'avvenuto cambio di fornitura.