Oggi l’energia elettrica è una risorsa fondamentale senza la quale non si possono svolgere gran parte delle azioni quotidiane ma, come tutti i beni di consumo, ha un costo variabile nel tempo che dipende da numerosi fattori: tra questi ci sono sia fattori stagionali sia elementi che dipendono dall’andamento del mercato, dal costo e dalla reperibilità della risorsa.

Negli ultimi 10 anni si è registrato un costante aumento del PUN (Prezzo Unico Nazionale) dell’energia, ad eccezione del biennio di crisi economica 2009-2010, a causa dell’arresto dei consumi; la previsione si mantiene costante anche per il 2019, dove è previsto un aumento del costo dell’energia di circa l’1,9%, compensato dal calo del prezzo del gas.

Cosa è il PUN energia

In Italia il costo dell’energia si basa su un prezzo di riferimento del mercato all’ingrosso nazionale e il PUN – Prezzo Unico Nazionale, frutto della media di questi – varia, proprio come un indice di borsa, in base a diversi fattori:

  • Consumi elettrici: il loro andamento influenza il prezzo dell’energia;
  • Costo di produzione: le centrali non sempre sostengono costi costanti per la produzione di energia;
  • Costi di approvvigionamento: l’Italia non è autosufficiente dal punto di visto del fabbisogno energetico e deve quindi reperire le risorse da mercati europei;
  • Fattori geopolitici: eventuali tensioni tra paesi influenzano il costo dell’elettricità. 

Esiste quindi un vero e proprio mercato dell’energia – la borsa elettrica – nel quale, giorno per giorno, viene negoziato il prezzo dell’energia in base alle ore della giornata e delle zone: questi valori vengono riassunti in un prezzo medio corrispondente al PUN.

Ne consegue che la variazione di questi parametri incide direttamente sulla spesa per l’energia elettrica che si paga in bolletta: infatti, oltre alla spesa per la materia prima, troviamo al suo interno anche la spesa per il trasporto dell’energia su reti nazionali, gli oneri di sistema e, infine, le imposte.

Inoltre, se si considera il prezzo su base annua, questo è influenzato da fattori stagionali: il caldo torrido può far aumentare il consumo di elettricità a causa dell’elevato utilizzo di condizionatori, così come un inverno particolarmente freddo durante il quale si fa un uso spropositato del riscaldamento elettrico.

Costo energia elettrica 2019

Considerando l’andamento del PUN negli ultimi 4 anni, si può notare che il 2016 ha registrato il valore minore del PUN mensile; già dalla fine di tale anno il prezzo è aumentato a causa del calo delle importazioni estere e alla chiusura delle centrali nucleari francesi, che ha influenzato anche l’aumento dei prezzi dell’anno successivo. 

Infatti, dal 2017, continuando anche nel 2018, il prezzo dell’energia elettrica è aumentato in modo costante: unica eccezione nel gennaio 2018, in cui il PUN è diminuito, grazie al ribasso del costo del gas e al maggiore sfruttamento delle energie rinnovabili.

Tuttavia, nel 2019 si registra un’inversione di tendenza: il PUN sta scendendo fino a 48,58€ anche se le previsioni lo vedono in aumento nei mesi successivi.

Una buona notizia viene dal calo del 6,9% del costo del gas che compensa il rialzo di quello per l’elettricità.

Come risparmiare sull’energia elettrica

Sulla base dei trend dell’andamento del prezzo medio dell’elettricità, i consumatori possono scegliere la tariffa più adatta a tali variazioni: prevedendo un aumento del PUN nel 2019, una tariffa a prezzo fisso sembra una valida soluzione per bloccare il prezzo corrente dell’energia per l’intera durata del contratto.

Infatti, la tariffa fissa è più conveniente rispetto ad una variabile, da privilegiare nell’ottica di una diminuzione del costo dell’energia.

Dal momento che il PUN assume valori diversi ogni ora, la giornata viene divisa in 3 fasce di consumo:

  • F1: ore di punta, peak, dove il consumo di energia è maggiore rispetto al resto della giornata;
  • F2: chiamato anche mid-level, si caratterizza per un consumo medio di elettricità;
  • F3: la fascia fuori punta, off-peak, in cui il consumo energetico è minore.

Ne consegue che, suddividendo il consumo energetico in queste tre fasce e concentrandosi nelle ore fuori punta è possibile risparmiare sulla bolletta luce e gas.

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