Il deposito cauzionale Enel è soggetto a Iva (imposta sul valore aggiunto)? Questa è una delle domande più frequenti da parte degli utenti interessati a conoscere meglio il deposito cauzionale per luce e gas previsto nella prima bolletta a partire dal 2014, su disposizione di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). A seguire un breve approfondimento sul tema, con la risposta alla domanda iniziale e se c'è un modo legale per non pagare il deposito cauzionale Enel.

Iva sul deposito cauzionale Enel?

La risposta al quesito iniziale è negativa: il deposito cauzionale Enel non è soggetto a Iva in quanto non costituisce il corrispettivo di una prestazione ma una semplice caparra a titolo di garanzia per un eventuale futuro inadempimento. Si ricorda che il costo di un deposito cauzionale Enel per la luce elettrica corrisponde all'importo massimo di 34,5 euro (contratto con potenza fino a 3 kW) e che viene restituito al momento della cessazione del contratto (entro 30 giorni, ndr) tramite la bolletta di chiusura.

Come non pagare il deposito cauzionale Enel

Il deposito cauzionale Enel può non essere pagato se si sceglie di attivare un'offerta online che preveda esclusivamente il pagamento tramite domiciliazione bancaria. Ad esempio, l'offerta E-Light (temporaneamente sostituita da Primavera Luce 30) è una proposta commerciale attivabile soltanto online e che prevede come modalità di pagamento esclusivamente l'addebito diretto. In alternativa, è possibile passare alla domiciliazione bancaria delle bollette con qualsiasi offerta, attraverso la compilazione del modulo allegato a ciascuna bolletta energetica e la trasmissione del modulo alla propria banca.