Il dispacciamento dell'energia elettrica è un'attività svolta dal Gruppo Terna, che nel corso degli anni si è assicurato il monopolio su tale campo, diventando il gestore della rete di trasmissione dell'energia. Di fatto, Terna copre l'intera rete, grazie a una rete di 63.500 km che si estende nell'intero territorio nazionale. Nata nel 1999 all'interno del gruppo Enel, oggi Terna gestisce il 98 per cento della rete di trasmissione in tutta Italia. A seguire un breve approfondimento sul significato di dispacciamento dell'energia elettrica e dove si trova nella bolletta della luce.

Cosa significa dispacciamento energia elettrica

Grazie al dispacciamento dell'energia elettrica, il gestore Terna riesce a mantenere l'equilibrio tra domanda e offerta della luce elettrica. Come è facile intuire, si tratta di un'attività molto importante, grazie alla quale il sistema elettrico nazionale può funzionare in maniera corretta. Ciascun titolare di una fornitura elettrica appartenente alla rete domestica paga tale attività attraverso una minima quota espressa in euro/kWh, con il corrispettivo fisso stabilito da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Rispetto al costo della componente energia, soggetta a variazioni al termine di ogni trimestre, la spesa relativa al dispacciamento dell'energia elettrica viene stabilita di anno in anno.

Il dispacciamento dell'energia elettrica in bolletta

PD (Prezzo Dispacciamento) è la sigla che indica la componente del dispacciamento dell'energia elettrica nella bolletta della luce. Figura insieme a PE (Prezzo Energia, vale a dire il corrispettivo fisso per la materia prima luce) e PCV (Prezzo Commercializzazione al dettaglio). La sezione di appartenenza è Servizi di vendita e va a costituire una parte importante della spesa per la materia energia accanto al prezzo della componente luce stabilito dal fornitore (mercato libero) o dall'ARERA (mercato tutelato).