Una nuova sensibilità ambientale si sta affermando anche in Italia. Merito del movimento di Greta Thunberg Fridays for Future, merito anche di campagne di sensibilizzazione più incisive, ma la realtà dei numeri consegna un’immagine ben diversa. Lo rivela l’ultimo rapporto del WWF Italia che si focalizza molto anche sugli eco reati, quei crimini ambientali che restituiscono anche un quadro della reale sensibilità dell’uomo verso l’ambiente.

Se il 2019 passerà alla storia come l’anno dei grandi incendi in Amazzonia, come in Australia, o per i global climate strike, gli scioperi mondiali in difesa del clima, sarà ricordato anche per lo scarso impegno che i governi e la politica ingenerale mettono nella battaglia ambientalista. 

“Soltanto un New Deal for Nature and People – rileva il presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi – può aiutarci a definire un nuovo patto con il Pianeta e con il nostro futuro”. 

Eco reati ed emergenze ambientali nel bilancio 2019 del Wwf

Nel rapporto vengono analizzati i vari aspetti delle emergenze ambientali e i dati raccolti consentono di analizzare la situazione e guardare in prospettiva per i provvedimenti da adottare con urgenza per poter imprimere una svolta e instaurare un nuovo modello soprattutto culturale per tutelare la biodiversità, frenare il riscaldamento globale, arginare il rischio idrogeologico, incentivare lo sviluppo sostenibile e soprattutto alimentare l’economia circolare. Ed è per questo che il WWF Italia ritiene indifferibili provvedimenti più incisivi a livello legislativo per migliorare sensibilmente la situazione. 

“Abbiamo capito quanto clima e biodiversità siano cruciali per la nostra sopravvivenza – sottolinea il presidente del WWF Italia Donatella Bianchi – Le mobilitazioni dei giovani del movimento Fridays for Future e le parole di Greta Thunberg sono state nel 2019 un chiaro segnale di cambiamento che dalle piccole comunità locali ha assunto una dimensione globale. Ora serve un accordo globale tra Stati”. 

Il tema di fondo che emerge dal bilancio del WWF per il 2019 non riguarda soltanto gli eventi climatici, ma anche l’azione dolosa dell’uomo sull’ambiente. Parliamo infatti di eco reati che sono ancora “troppi, gravi e diffusi” secondo il Wwf. 

Si va dal consumo dissennato del suolo per un’edificazione selvaggia e inutile, passando per l’inquinamento industriale, fino ad arrivare al traffico e alla gestione illecita dei rifiuti non soltanto industriali, ma anche urbani. 

Il dissesto idrogeologico rappresenta uno dei punti più delicati dell’equilibrio ambientale in Italia, che è spesso causa e conseguenza di fenomeni meteorologici estremi. Conclude la rassegna di eco reati il numero crescente di incendi, disboscamenti e traffico illegale del legname. 

Eco reati, le leggi recenti non sono sufficienti

Provvedimenti legislativi recenti hanno prodotto alcuni risultati importanti per alcune fattispecie di reati ambientali, ma non c’è ancora una normativa adeguata a tutela della biodiversità e della fauna selvatica. Il bracconaggio è ancora un fenomeno fortemente diffuso e poco combattuto dalle istituzioni. 

Emblematico il caso della Lombardia, che ad agosto scorso ha approvato una delibera che prevedeva la riapertura dei “roccoli”, cioè impianti illegali che hanno la funzione di catturare uccelli vivi e agevolare così terribile “tradizione” dell’uso degli uccellini come “fischietti viventi” impiegati per attrarre i propri simili verso la morte. 

Questo provvedimento è stato annullato dal Governo e dai giudici amministrativi, su ricorso del WWF e di altre associazioni. Nel bilancio 2019 sugli eco reati, il WWF rileva anche positivamente l’impegno continuo delle forze dell’ordine, in particolare dei Carabinieri-Forestali e della magistratura, che grazie anche a un numero crescente di denunce da parte delle associazioni di protezione ambientale, purtroppo il saldo tra illeciti registrati e sanzioni applicate è ancora negativo. 

C’è anche una nota di censura verso il Governo nazionale che ha destinato nella legge finanziaria appena approvata appena 232 milioni per il 2020 nella tutela degli animali a rischio di estinzione. 

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