La cessazione amministrativa Eni è quel processo attraverso il quale il fornitore recede il contratto unilateralmente con il cliente colpevole di non saldare le bollette di luce e/o gas nonostante abbia ricevuto per mezzo di posta raccomandata l'avviso di sospensione della fornitura entro una scadenza precisa (di solito 15 giorni). Con la cessazione amministrativa Eni, il contatore viene chiuso. A seguire un breve approfondimento sul significato di cessazione amministrativa Eni.

Tempistiche cessazione amministrativa Eni

Il titolare di una fornitura energetica Eni che non paga una bolletta riceve dopo un paio di settimane un avviso di sospensione della fornitura qualora non proceda con il saldo dell'ultima bolletta. In allegato alla lettera di avviso tramite posta raccomandata viene anche il bollettino postale con l'importo da saldare e la data di scadenza. In genere, l'avviso di sospensione della fornitura riporta come scadenza del pagamento il quindicesimo giorno successivo alla ricezione della posta raccomandata con ricevuta di ritorno. Scaduti i 15 giorni, ne trascorrono altri 30 prima che Eni proceda con l'avvio della cessazione amministrativa.

Cessazione amministrativa Eni con contatore interno

Qualora il contatore sia all'interno dell'abitazione, con l'impossibilità dunque di chiuderlo, si procede ugualmente alla cessazione amministrativa Eni. Nel caso specifico, il cliente continua a ricevere il gas passando in automatico al fornitore di default per un periodo limitato (6 mesi, ndr). Al termine di questo periodo, il cliente ha la necessità di trovare una nuova fornitura, aderendo a una delle offerte del mercato libero italiano dell'energia.