Il processo della nuova centrale nucleare francese si basa sulla fusione termonucleare. La centrale, è altamente efficiente e la sua fonte di partenza è l’acqua. Ma questa rappresenta una sfida scientifica e ingegneristica. Una centrale 2.0 completamente pulita e libera da scorie. Questa è la sfida di questa nuova attività nucleare innovativa. Quasi il 60% dei materiali volti al funzionamento e alla creazione dell’azienda proviene proprio dal nostro Paese. Anche l’Italia si riconferma un Paese attivo ed in prima linea per quanto riguarda i problemi ambientali e da un segnale importante della sua partecipazione a progetti di ampio respiro.

Centrale nucleare del futuro in Francia: tutti i dettagli

L’impianto funziona sulla base della fusione termonucleare, quella che caratterizza il sole e tutte le stelle: un processo pulito che non genera scorie. Affianco alla centrale, è stato inaugurato un centro per la sperimentazione del nucleare. La data di inizio del progetto dovrebbe essere il 2025, coinvolgendo i partecipanti – Cina, Giappone, India, Corea del Sud, Russia, Usa, Ue e Svizzera.

Questa nuova tecnica di fusione nucleare potrebbe rappresentare una svolta decisiva per il futuro, da affiancare alle altre fonti rinnovabili e contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici. La conclusione definitiva del progetto avverrà solo nel 2035 quando potranno partire le vere e proprie centrali volte alla vendita e all’esportazioni dei beni prodotti in essa. Questo tipo di fusioni vengono considerate assai efficienti, ma soprattutto pulite dal momento che provengono direttamente dall’acqua la quale appunto non genera scorie. Il contributo italiano, come detto è stato essenziale nella realizzazione del progetto, in particolare da Angelantoni Test Technologies ad Ansaldo Nucleare e Walter Tosto – hanno fornito materiali per il 60% del valore dei bandi di Fusion for Energy (F4E), l’Agenzia dell’Unione europea che gestisce il contributo Ue alla costruzione di Iter, sottolinea Aldo Pizzuto, responsabile dipartimento Fusione e Tecnologie per la sicurezza nucleare di Enea e coordinatore del Progetto DTT.

Lo scopo del progetto

Il fenomeno di fusione si basa sul lavoro di deuterio-trizio dove la reazione nucleare avviene grazie a un plasma chiamata Tokamak che crea un potentissimo campo magnetico. Lo scopo principale di Iter è dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione come fonte di energia, raggiungendo una reazione di fusione stabile. Lo scopo è sempre quello di creare nuovi progetti per dare il via a fusioni nucleari pulite e rinnovabili.

Quella descritta è una forma di reazione naturale che alimenta il sole e tutte le stelle, ma non facile da ottenere sulla Terra. Infatti, gli ioni a temperature gigantesche devono prelevare le forze di attrazione nucleare rispetto a quelle di repulsione elettrica. Per questo si usano campi magnetici giganteschi o magneti superconduttori più temperature elevatissime che permettono di rompere la barriera elettrica. Questo permette di creare energia prodotta in modo utile, oltre ad un notevole abbassamento dei costi del sistema produttivo anche in un’ottica maggiormente produttiva.

Per tutta questa serie di ragioni, il Nostro Paese ha deciso di schierarsi in prima linea, fornendo materiale e competenze nella realizzazione di un progetto del genere. Come sappiamo, le centrali nucleari hanno sempre prodotto molti dissidi e scontri, anche alla luce delle recentissime scosse di terremoto che hanno colpito la Francia e che sono stati avvertite anche in Italia. Un tema che crea molte difficoltà e continuerà a crearle se non si prosegue sulle orme di questa innovativa centrale del futuro, che da una svolta definitiva al progetto e fa da apripista a dei progetti similari, volti alla produzione di un’energia pulita e sicura. Staremo a vedere quali saranno i risultati dei primi test sperimentali in questa centrale.