In un Paese come l’Italia in cui sono custoditi anni e anni di storia, arte e tradizione, la tutela del patrimonio culturale assume un’importanza fondamentale.

L’Italia è fatta di grandi opere d’arte, monumenti maestosi e infrastrutture tutt’altro che modeste; al contempo, però, sono i piccoli borghi, le caratteristiche chiesette e i più nascosti angoli a conservare i più autentici gioielli artistici.

Tutelare l’eredità culturale italiana è un compito alquanto complicato, soprattutto se si pensa che, oltre a coinvolgere tutti, deve andare di pari passo con la sostenibilità ambientale.

Coniugare questi due importanti temi è l’obiettivo concreto che il ministero dell’Ambiente e l’ANCI si sono posti di raggiungere attraverso il progetto che prende il nome di“Giubileo della Luce”.

Illuminazione “green”

Illuminare in maniera “green” i più bei luoghi d’Italia è possibile per i partecipanti del bando “Giubileo della Luce”, che ha accettato le candidature di tutti i comuni con popolazione inferiore ai 30.000 abitanti.

L’ambiziosa iniziativa intende mettere in risalto la stretta relazione presente tra il Capitale Naturale e l’Italia dei comuni, senza tralasciare l’impatto che questa ha sull’ambiente.

Il rispetto di quest’ultimo è fondamentale per una crescita sostenibile, che non è fattibile se l’ambiente non ne è reso protagonista.

Le regioni che hanno manifestato maggiore interesse sono Lazio, Molise, Emilia Romagna, Umbria e Abruzzo e i primi comuni in cui hanno preso avvio i primi interventi sono: Assisi, Frassinoro, Sessa Aurunca, Greccio, Anagni, Otranto, Acerenza, Ronciglione, Caravaggio, Ficulle, Roccavivara, Mendatica, Fara San Martino, Colle Val D’Elsa, Piovà Massaia e Fossacesia.

Il Giubileo della Luce, la cui motivazione prende ispirazione da un messaggio universale comunicato dal Papa nella Bolla Pontificia “Misericordiae Vultus” sul rispetto della Casa Comune, ha l’obiettivo di sfruttare tutta la forza della luce.

La particolarità del progetto in questione è quella di rendere proprio la luce più sostenibile possibile: un’illuminazione a basso impatto ambientale non solo ravviverebbe le bellezze di cui l’Italia è piena, ma darebbe maggiore visibilità ai piccoli - e spesso sottovalutati - comuni italiani. 

Turismo più elettrico

In collaborazione con Enel e il ministero dei Beni Culturali, il Giubileo della Luce persegue l’obiettivo di promuovere un turismo cosiddetto “più elettrico”.

Il finanziamento di 3,2 milioni di euro messo a disposizione per questo progetto va a supportare gli interventi necessari all’installazione di sistemi d’illuminazione innovativi in comuni simbolici e luoghi di culto.

L’impegno assunto dal ministero e dell’associazione dei comuni italiani pone il proprio focus su chiese, cattedrali, santuari, abbazie, monasteri e grotte o sculture a valenza religiosa e a realtà che contano meno di 5mila abitanti.

Oltre a questi, il progetto contempla interventi esemplari sui “Cammini d’Europa”, la rete di sentieri e antiche vie italiane riconosciute a livello europeo. 

Senza essere invasiva, la luce servirà a valorizzare i siti e le loro potenzialità e dove possibile, favorirà la creazione di zone di socializzazione negli spazi pubblici urbani.  

Sviluppo locale antinquinamento

Quella contro l’inquinamento e lo spreco è una battaglia che può essere combattuta solo tramite un solido e collaborativo lavoro di squadra tra comuni italiani.

Fare luce sull’importanza dell’incontro tra sostenibilità, efficienza energetica e valorizzazione del paesaggio culturale è un punto chiave dell’iniziativa promossa dal ministero dell’Ambiente e l’ANCI.

Il Giubileo della Luce può essere inteso come un progetto pilota che punta a uno sviluppo locale a basso impatto ambientale: esso, focalizzato su investimenti in grado di stimolare l’economia e la creatività, promuove la mobilità alternativa, tramite l’approccio del viaggio lento. 

Il fondo, messo a disposizione dal Governo, riceverà un ulteriore stanziamento per il programma sperimentale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro.

Le politiche del traffico vanno attuate a livello metropolitano, ma solo uniformando grandi e piccole realtà è possibile applicarle a un’ottica più estesa, a livello macro-regionale.