Il GPL è l’acronimo che sta a indicare il Gas di Petrolio Liquefatto. Si tratta di una miscela di idrocarburi (principalmente butano e propano) ottenuta dalla raffinazione del petrolio o dall’estrazione del metano (gas naturale). In Italia, 7 milioni di famiglie utilizzano il GPL sia per il riscaldamento della propria abitazione che per l’acqua sanitaria e la cottura. Nonostante il numero possa impressionare, in realtà rappresenta soltanto il 5 per cento delle famiglie in tutto il territorio italiano, mentre l’80 per cento si serve del gas metano. Il GPL viene utilizzato principalmente in quei territori dove la rete di distribuzione del gas metano non è arrivata (soprattutto nelle aree rurali e nelle località dove si registra una bassissima densità di popolazione). A seguire un approfondimento su come funziona e quanto costa il GPL per la casa.

Come funziona il GPL per la casa

Per l’utilizzo del GPL al fine di riscaldare l’abitazione, possono essere impiegate le bombole oppure il serbatoio. La differenza fra le bombole e il serbatoio consiste nel quantitativo di consumo di cui necessità l’utenza domestica. Se i consumi sono bassi, è consigliato l’utilizzo delle bombole, se invece si deve far fronte a consumi elevati (è il caso specifico dei condomini ad esempio con l’impianto di riscaldamento centralizzato) si consiglia il serbatoio.

Quanto costa il GPL per la casa

Esistono in genere tre tagli per le bombole GPL: 10, 15 o 25 kg. Il costo di ciascun kg è pari a circa 2 euro, mentre per un litro di GPL nel serbatoio la spesa stimata varia da 55 a 70 centesimi di euro. Il GPL si contraddistingue per l’alta resa energetica rispetto ad altri prodotti utilizzati per il riscaldamento dell’abitazione.

CHIUDI MENU