L’attuale accordo tra OPEC e Russia sulla riduzione della produzione di petrolio è a rischio. Secondo il responsabile per l’International Energy Agency (IEA) del settore Industria Petrolifera, Neil Atkinson, è probabile che l’OPEC scelga di rimandare la decisione presa al fianco della Russia riguardo il taglio alla produzione di 1,2 mln di barili di petrolio fino a quando le prospettive di mercato “non saranno più chiare”.

In questi giorni i membri dell’OPEC, che insieme agli alleati capitanati dalla Russia formano un gruppo noto come OPEC+, si sono riuniti a Vienna per decidere le sorti del loro attuale accordo, in scadenza a marzo 2020.

IEA, indagine sull’accordo paesi OPEC sul petrolio

Ufficializzato a dicembre 2018, l’accordo OPEC-Russia sul petrolio prevede un taglio totale di 1,2 milioni di barili al giorno della produzione di petrolio da parte dell’Opec, con il sostegno degli alleati non Opec, a partire dalla Russia.

A partire dal 1 gennaio 2019 e per i successivi sei mesi, la missione dei membri OPEC era quella di ridurre l’output di 800.000 barili al giorno, mentre per i produttori non appartenenti era previsto un ulteriore taglio pari a 400.000 barili al giorno.

Dopo aver programmato una revisione ad aprile 2019, sono state concordate delle esenzioni per tre Paesi: Nigeria, Venezuela e Iran.

Meeting Vienna 2019

A distanza di mesi, è necessario fare il punto della situazione. Le previsioni del mercato hanno tentato di elaborare scenari diversi, mentre il prezzo del petrolio ha scelto,in un certo senso, di attendere la riunione OPEC.

L’atteso meeting di Vienna, avviato nella mattinata del 5 dicembre 2019, ha lo scopo di riunire produttori interni ed esterni al Cartello per discutere su come procede l’accordo e sull’eventualità di estendere i tagli alla produzione.

Secondo Atkinson, “è molto probabile che l’OPEC faccia ciò che ha fatto spesso in passato: rimandare una decisione che comporta la modifica del sistema attuale fino a quando il quadro non sarà più chiaro”. Durante l’evento, il responsabile IEA ha affermato che i suoi commenti sulle scelte dell’OPEC in merito alla produzione di petrolio non rappresentavano una raccomandazione politica indiretta, nonostante però abbia voluto sottolineare che le attuali incertezze del mercato hanno di fatto un peso rilevante.

Già poco prima del meeting circolavano le prime indiscrezioni. Alcune fonti hanno parlato di un nuovo taglio di 400 mila barili al giorno, ma la notizia non ha suscitato una particolare reazione nel prezzo del petrolio. 

Il giorno dopo, le indiscrezioni si sono fatte più insistenti, fino al momento in cui alcuni delegati ufficiali hanno confermato la decisione di procedere con tagli più corposi: si parla di ulteriori 500.000 barili al giorno fino a marzo del 2020.

La maggior parte della riduzione verrà operata dall’Arabia Saudita, mente la quota della Russia rimarrà invariata.

Paesi OPEC e OPEC+: quali sono

L’OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries), istituita nel 1960, è l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio. Ai 5 paesi membri iniziali (Arabia Saudita, Iraq, Iran, Kuwait e Venezuela), si sono aggiunti poi Algeria, Emirati Arabi Uniti, Angola, Libia, Nigeria, Guinea Equatoriale, Repubblica Democratica del Congo, Ecuador e Qatar, uscito nel 2019.

I 13 Paesi si sono associati e hanno formato un cartello economico, con lo scopo di negoziare con le compagnie petrolifere aspetti relativi alla produzione di petrolio, prezzi e concessioni. La sede dell’Opec dal primo settembre 1965 è a Vienna 

I paesi OPEC + sono gli storici componenti del Cartello più gli altri produttori guidati dalla Russia.

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