È un dato indubbiamente significativo anche se per molti aspetti si dovrebbe considerare un paradosso: secondo l’ACEA il nostro paese in questo momento rappresenta il picco assoluto di vendite per quanto riguarda le auto ibride ed elettriche: si parla di un considerevole +6.7% sulle auto nuove e immatricolate rispetto ai dati del 2018 per un totale di oltre 156mila vetture. Non poche. Un dato che per altro non fa che sottolineare e confermare quelli che sono stati i dati del mese di settembre quando si era registrato un altro considerevole aumento superiore al 13%. È un buon colpo di coda se si considera che nel 2019 i dati sono comunque leggermente in flessione rispetto allo scorso anno.

Le auto ibride in Italia

Dati dunque sostanzialmente positivi anche se con un calo leggero che potrebbe anche essere recuperato nel corso delle settimane a venire: ma quello che spicca è l’andamento italiano, nessun altro paese come il nostro si è dimostrato sensibile alla mobilità ibrida ma, soprattutto, a quella elettrica.

A conti fatti oggi l’Italia è il paese europeo nel quale si immatricolano il maggior numero di auto elettriche: un dato che viene confermato anche dalla Unrae. Forse anche per questo si parlava inizialmente di paradosso perché l’Italia sotto l’aspetto delle infrastrutture, e dunque anche delle colonnine di approvvigionamento, non si può certo considerare un modello da prendere a esempio. Ci sono stati dei progressi, non c’è dubbio, ma siamo molto al di sotto degli standard di Regno Unito, Germania e dei paesi nordici.

Occorrerà tempo, forse un dato è strettamente legato all’alto: se all’Italia manca ancora qualcosa per conquistare con decisione il mercato dell’elettrico è perché evidentemente il passo decisivo deve essere fatto dalle istituzioni nell’ambito delle strutture.

Gli automobilisti italiani chiedono sovvenzioni o sostegni

Novembre comunque chiude un mese non positivo per la vendita delle auto nuove e delle immatricolazioni: il gruppo FCA perde il 2,1% rispetto allo scorso anno, perde anche il gruppo francese PSA prossimo alla fusione con Fiat e Chrysler. Ma più interessante dei dati di vendita dei marchi è la tipologia delle macchine che la gente decide di acquisire: anche novembre, così come tutto il resto del 2019, ha fatto segnare una crescente sfiducia nelle auto a diesel e a GPL (anche se per la verità la formula di bifuel continua a tenere).

Le voci che riguardano il gasolio, e una sua possibile dismissione nell’arco di alcuni anni, per quanto si tratti di voci che almeno al momento non sono state suffragate da provvedimenti veri e propri, continuano evidentemente lasciare il segno al momento dell’acquisto. Nessun calo, anzi… nelle auto a benzina e grande curiosità per le ibride e le elettriche. Soprattutto in Italia.

In Italia regnano ancora le auto vecchie

A dispetto delle preoccupazioni per un mercato ancora alla ricerca di un equilibrio stabile il pubblico acquista: “Non c’è alcun dubbio che stiamo registrando una robusta fase di crescita per il mercato dell’auto” ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor. D’altronde l’Italia ne Paese ha un grande bisogno perché a causa della crisi iniziata nel 2008, il nostro parco circolante di autovetture, costituito da oltre 39 milioni di unità, è fortemente invecchiato con grave pregiudizio per l’ecologia e la sicurezza.

Di qui la scelta di una serie di politiche commerciali e istituzionali che possano ringiovanire il parco auto italiano puntando anche a un consumo inferiore e soprattutto meno inquinante”. Il passaggio all’auto è sicuramente un grande incentivo per la clientela italiana che segue di pari passo quel 13.4% che rappresenta gli abitanti europei passati a un veicolo a carburante alternativo, il tutto in attesa di infrastrutture davvero competitive e diffuse ovunque, e non solo a macchia di leopardo.

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