Può essere applicata l'Iva sugli interessi del deposito cauzionale Enel? Tra i quesiti più ricorrenti in rete, specialmente nei forum di assistenza fiscale, vi è quello relativo al pagamento o meno dell'imposta sul valore aggiunto applicata agli interessi del deposito cauzionale Enel. A seguire un breve approfondimento sul tema, con la risposta alla domanda iniziale relativa all'Iva sugli interessi del deposito cauzionale Enel. Inoltre, l'approfondimento si propone di cercare una soluzione legale per non pagare tale somma di denaro richiesta al momento della ricezione della prima bolletta, dopo la sottoscrizione della nuova offerta di fornitura energetica con Enel Energia, una società appartenente al mercato libero dell'energia italiana.

Si paga l'Iva sugli interessi del deposito cauzionale Enel?

Il deposito cauzionale Enel non è soggetto all'imposta sul valore aggiunto dal momento che non costituisce un acconto o un pagamento anticipato ma soltanto una caparra a titolo di garanzia per un eventuale futuro inadempimento da parte dell'utente (mancato pagamento di una bolletta ad esempio). Dunque non si paga l'Iva sugli interessi del deposito cauzionale della società Enel Energia.

Come non pagare il deposito cauzionale Enel

Il deposito cauzionale di Enel non va pagato se si sceglie come modalità di pagamento la domiciliazione bancaria, attraverso l'addebito diretto dell'importo fatturato in bolletta dal conto corrente. Ci sono due modi per attivare la domiciliazione bancaria: attraverso la compilazione del modulo in allegato a ciascuna bolletta energetica precedente, l'inserimento del proprio codice IBAN nell'area clienti online di Enel Energia.