A volte può capitare di dimenticarsi di effettuare la lettura del contatore Enel, con il conseguente rischio di potersi trovare di fronte ad una bolletta più salata di quanto ci si aspettava (in forza del meccanismo presuntivo su cui vengono calcolati i consumi figurativi). Il consumatore può eventualmente evitare di pagare l'ammontare non reale della bolletta (superiore ai consumi reali) a causa della mancata lettura del contatore Enel?

Esonero dal pagamento bolletta per mancata lettura

In questa ipotesi è importante richiamare le conclusioni cui sono giunte alcune decisioni giudiziarie in controversie che vedevano contrapposti consumatori ed Enel che aveva addebitato (e preteso) il pagamento di una bolletta in cui i consumi erano più elevati di quelli effettivi a causa della mancata lettura del contatore. Ebbene, in materia, la giurisprudenza afferma in linea di principio che la compagnia non può pretendere (ed, eventualmente, deve restituire quanto versato in maggiorazione) le somme che non risultano congrue rispetto ai consumi effettivi nell'ipotesi in cui sia mancata la lettura del contatore da parte della compagnia stessa.

Obbligo di lettura del contatore

Secondo l'Autorità garante per l'energia, le compagnie elettriche (tra cui Enel) sono tenute ad osservare almeno una volta all'anno all'obbligo di lettura, per registrare i consumi effettivi ed operare di qui le presunzioni di addebito ai clienti in bolletta, onde prospettare poi i conseguenti conguagli. Ne deriva, dunque, che se la compagnia non effettua la lettura essa non può pretendere dal cliente più di quanto corrisponde ai consumi effettivi. Occorre precisare, tuttavia, che questo meccanismo non funziona con riguardo alle ipotesi in cui il contratto preveda meccanismi di comunicazione della lettura da parte del cliente (o autolettura), e, soprattutto, ha smesso di essere attuale in considerazione dell'installazione sempre più generalizzata dei contatori elettronici, che permettono di registrare in tempo reale i consumi effettivi delle utenze.