Con la manovra 2020 è stato raddoppiato il fondo per le risorse volto alla tutela e allo sviluppo dell’ambiente. I soldi dedicati al settore ambientale passano da 2.4 miliardi a 4.5 miliardi. È stato disposto che "lo 0,8% della spesa primaria complessiva del bilancio dello Stato", dovuto "principalmente”. In particolare, la manovra si concentrerò su fondi anti-dissesto idrogeologico e per il Green new deal, inoltre il "65%" dei fondi va alla "protezione del suolo e delle acque".

Manovra, 4,5 miliardi all’ambiente nel dettaglio

È stato disposto che siano messi a disposizione 22.3 miliardi in 15 anni fino al 2034. Nel 2020 si parte con una manovra pari ad euro 685 milioni di euro disposti appositamente per la tutela dell’ambiente, tenendo conto anche dei cosiddetti impatti sociali. Inoltre, ogni anno nel mese di settembre andrà fatta una relazione sull’utilizzo specifico dei fondi in questione. Dunque, bisogna giustificare dove vanno ed in che modo vengono spesi i fondi messi a disposizione.

Dalle piste ciclabili a luce solare, a nuovi progetti innovativi che permetteranno di creare delle nuove fonti di energia rinnovabile, senza dimenticarci del riciclo e dell’arginazione di alcuni fenomeni di cyder crimine legati al mondo eco. Attenzione altissima su tutti i fronti per far sì che i soldi in questione vengano gestiti nel modo migliore possibile. Una sfida ardua e difficile per il futuro. Anche su questo argomento si giocherà la partita del governo in questione. Una sfida che partirà il prossimo anno.

La maggior parte dei fondi verrà destinato al comparto rifiuti (14,9%), mentre un’altra grossa fetta andrà al suolo, sottosuolo e di superficie (34%). Un altro 18,5% verrà dedicato alle biodiversità ed al paesaggio, mentre il resto verrà gestito tra le altre voci: aria e clima, acque reflue, rumori e vibrazioni, radiazione, protezione dell’ambiente, risorse idriche, forestali, flora e fauna, risorse energetiche non rinnovabile, non energetiche, risorse naturali ed altro uso delle risorse naturali.

La manovra garantisce un’ampia tutela alla protezione dei fondi e delle acque alla luce dell’attuale allerta meteo che affligge il nostro Paese ormai quotidianamente. Infatti, com’era già stato segnalato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, i dati erano preoccupanti.

L’ Italia è un Paese Fragile: infatti il 91,1% dei comuni italiani sorge in un’area in cui il rischio di dissesto idrogeologico è notevole. Per questo risulta necessario investire in una risorsa così importante, proprio per proteggere il nostro Paese dal rischio di frane ed alluvioni continue che possono creare distruzione e, purtroppo, anche morte. Un Paese, il nostro, che ha bisogno di una tutela ambientale molto più forte. Per questo, il fondo stanziato dovrebbe essere utilizzato solo a questo specifico fine senza alcuna dispersione di denaro in attività extra.

L’Ecobilancio: cos’è e quando è nato

Le origini dell'Ecobilancio dello Stato risiedono nella Risoluzione parlamentare di approvazione del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria per l'anno 1999 e per il triennio 1999-2001, nella quale il Parlamento impegna il Governo "ad avviare la redazione sperimentale del bilancio in termini di eco-contabilità da allegare al bilancio dello Stato, assicurando che il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica si strutturi adeguatamente per questo compito". A partire dal 2012 l’Ecobilancio dello Stato è stato integrato da schemi che permettano una fruizione più facile ed efficiente e vengono adottati ai fini dell’Ecorendiconto dello Stato secondo quanto disposto dall’articolo 36, comma 6 della legge n. 196 del 31 dicembre 2009 (“Legge di contabilità e finanza pubblica”) .

La manovra garantisce un’ampia tutela alla protezione dei fondi e dell’acqua alla luce dell’attuale allerta meteo che affligge il nostro Paese ormai quotidianamente.