Si sente spesso parlare di maxi-conguaglio in riferimento alla bolletta della luce o del gas. In rete, sono numerose le testimonianze di utenti che si sono visti recapitare una bolletta di conguaglio con un importo molto elevato. Oggi le bollette di maxi-conguaglio sono temute maggiormente a causa della difficile situazione economica attraversata da milioni di famiglie italiane, per le quali un importo salato della bolletta della luce o del gas può causare notevoli difficoltà. A seguire un breve approfondimento sul perché i fornitori elaborano le bollette di maxi-conguaglio, sul modo in cui è possibile evitare la stangata e sulle reali possibilità di contestazione dell'importo riportato nella bolletta.

Cosa sono le bollette di maxi-conguaglio

Le bollette di maxi-conguaglio hanno un prezzo finale superiore rispetto alle altre, a volte maggiore in termini percentuali anche del 100-200%. Attraverso il ricalcolo delle bollette precedenti, il fornitore è in grado di identificare la differenza tra consumi rilevati e consumi stimati. Più è alto lo scarto in favore dei consumi stimati, maggiore è la bolletta di conguaglio. Per fare un esempio pratico, se i consumi rilevati sono di 2.000 kWh e il fornitore ha fatturato consumi per 500 kWh, gli utenti sono chiamati a pagare in euro un valore di 1.500 kWh.

Come evitare le bollette di maxi-conguaglio

Una regola basilare da seguire è la comunicazione dell'autolettura con costanza. Una volta ogni due mesi si consiglia di rilevare autonomamente la lettura del contatore e trasmettere le cifre segnate nel dispositivo via telefono tramite numero verde oppure via web tramite l'area personale.

A chi rivolgersi per contestare le bollette di maxi-conguaglio

Dapprima, è necessario inviare una segnalazione al proprio fornitore. Se la contestazione cade a vuoto, l'ultima spiaggia è rappresentata dallo Sportello per i consumatori Energia e Ambiente.