Da sabato 22 a martedì 25 febbraio il ministro dell’Ambiente Sergio Costa si recherà nelle isole norvegesi di Svalbard, per visitare i centri di ricerca climatica per Artica e Antartica oltre che le divisioni di ricercatori e scienziati italiani che lavorano per il Cnr - Centro nazionale di ricerca- che risiedono nella base “Dirigibile Italia”. 

Le tappe del Ministro dell’Ambiente

Il percorso della visita del Ministro presenta molteplici tappe. Innanzitutto il 22 febbraio incontrerà Stefano Unterthiner, un giornalista e fotografo italiano, presso il Funken Lodge, un hotel nella città di Longyearbyen. 

Nel secondo giorno di permanenza Sergio Costa prenderà parte alla visita di presentazione di una stazione di ricerca del Norwegian Polar Institute, con sede a Ny Ålesund, stessa città in cui è presente la base del Cnr chiamata “Dirigibile”. Il Norwegian Polar Institute è l’istituzione governativa norvegese che si occupa di ricerca scientifica, soprattutto per quanto riguarda il monitoraggio ambientale e la mappatura sia nell’Artico che nell’Antartico. 

Dopo la partecipazione alla presentazione di questa stazione di ricerca norvegese, il ministro si recherà alla base italiana “Dirigibile”, obiettivo principale del suo viaggio, per incontrare i ricercatori e gli scienziati di nazionalità italiana che lì lavorano, dopo però aver preso parte alla visita delle attività di ricerca attivate dalla base norvegese del Cnr. 

Successivamente si recherà in altri due laboratori: l'aerosol a Gruvebadet, equipaggiato per il mantenimento di campionamenti di aerosol per misure di proprietà fisiche, chimiche e ottiche, e quello della CCT-Climate Change Tower- che si occupa di studiare diversi parametri fisici della troposfera. L’ultima tappa della giornata sarà invece la visita al Museo polare di Tromsø. 

Negli ultimi due giorni di permanenza nelle isole Svalbard, Costa osserverà i radiotelescopi per il monitoraggio dei movimenti delle placche terrestri, oltre che dell’inclinazione dell’asse del pianeta e della sua posizione nello spazio. Questi radiotelescopi appartengono alla Norwegian Mapping Authority ma sono inseriti nella rete mondiale che si occupa dell’osservazione di questi tre parametri, insieme anche al Sardinia Radio Telescope, un telescopio italiano. Infine, martedì mattina si terrà un incontro tra il Ministro dell’ambiente italiano e Sveinung Rotevatn, suo corrispettivo per la Norvegia. 

La nota del ministero

Il ministero dell’ambiente ha lui stesso diffuso la notizia di questo viaggio, attraverso una nota in cui ribadisce e ricorda gli effetti che il cambiamento climatico ha sul nostro pianeta e con particolare incidenza sul Polo Nord. 

Tra i punti salienti all’interno di questa nota, il ministero ha menzionato che l’Artico è la regione che si sta scaldando più velocemente di tutto il resto del pianeta, portando a una notevole riduzione delle coperture di ghiaccio, specialmente per quanto riguarda quelli estivi. Questo provoca un quasi immediato aumento delle temperature degli strati più superficiali dell’oceano artico. Secondo quanto scrive la nota, questo rende la regione Artica un punto di osservazione privilegiato per tutti i fenomeni climatici

La nota aggiunge che lo stato Italiano, grazie al lavoro del Cnr - Centro nazionale di ricerca - e del team che specificamente si occupa di climatologia, ha al suo interno diverse eccellenze del settore. Oltre all’attività di questa squadra, all’interno di questo ambito sta lavorando anche Ispra - Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Grazie alle rielaborazioni scientifiche e statistiche attuate dall’Istituto è stato dimostrato che la anormalità in Italia della temperatura media, ovvero lo scarto dal valore climatologico normale, è stata per il nono anno più elevata rispetto a quello registrato globalmente. 

La visita del ministro dell’Ambiente Sergio Costa è quindi di grande valore: l’Italia infatti ha avuto un ruolo storico importante su questo territorio. Esploratori, ricercatori e scienziati di nazionalità italiana hanno avuto una grande incidenza sulle ricerche ed esplorazione dell’Artico. 

Questo viaggio, incentrato sulla visita dei luoghi e sull’incontro delle persone che operano nella ricerca climatologica, ha un significato particolarmente considerevole, soprattutto in questo 2020, anno in cui l’Italia partecipa insieme al Regno Unito alla CoP 26, la ventiseiesima Conferenza riguardo al clima delle Nazioni Unite, potendosi considerare quindi uno dei personaggi principali al lavoro per l’azione climatica in questo momento.