I tessuti e i componenti sono di origine vegetale, l’imbottitura è di provenienza animale e l’intero ciclo produttivo che arriva a una riduzione di emissioni di CO2 del 30%. È con questi dati che Moncler presenta il suo Treport, il primo eco-piumino che la casa di abbigliamento, famosa per i suoi giubbotti tecnici, ha già immesso sul mercato. 

Un piumino eco friendly, carbon neutral e bio-based. Le definizioni per sottolineare il suo carattere altamente innovativo e fortemente eco sostenibile si sprecano. Del resto la casa, nata vicino Grenoble e acquistata nel 2003 da Remo Ruffini, da tempo è impegnata nella ricerca di soluzioni innovative, rispettose dell’ambiente e che seguano, quando non le anticipino, le tendenze del mercato. 

E l’obiettivo di una riduzione di emissioni di CO2 nella produzione è ormai un filo conduttore che lega lo studio di nuovi capi di abbigliamento alla filosofia dell’azienda, oggi al centro di interessamenti di grandi gruppi del lusso e di investitori internazionali, come Kering. 

L’eco-piumino in linea con la filosofia eco friendly di Moncler

Il Treport non è infatti il primo capo di abbigliamento prodotto in larga scala che rispetta determinati parametri per il contenimento delle emissioni. Moncler ci ha già provato con una linea realizzata grazie a materie riciclate, dal cotone alle imbottiture di origine animale.

Ma il modello Treport si differenzia dalla linea Grenoble, studiata per affrontare il clima rigido della montagna invernale o per cimentarsi nello sci. 

Il Treport ha un “cuore” vegetale, e impiega per la prima volta i semi di ricino. Una innovazione importante per la casa di abbigliamento tecnico, proprio perché il nuovo materiale messo a punto risponde in maniera eccellente a tutti gli standard qualitativi e tecnici richiesti a un piumino Moncler per “lavorare” a temperature particolarmente rigide senza incidere sulla praticità e sulla comodità. I semi di ricino hanno però una marcia in più nel contrasto ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale. 

L’eco-piumino Moncler e l’innovatività dei semi di ricino

Il nuovo progetto appena commercializzato prende forse spunto da esperienze maturate negli Stati Uniti, dove un gruppo di designer e di creativi ha sostenuto la ricerca di studiosi per realizzare un brand eco friendly che realizza i suoi piumini con materiale di esclusiva origine vegetale. 

Addirittura l’imbottitura è costituita da petali di piante selvatiche. Il marchio si chiama Pangaia e si aggiunge a una lunga lista di case importanti che sono orientate sul riciclo di materiali e su cotone biologico. 

I semi di ricino sembrano essere la nuova frontiera dei materiali eco sostenibili e bio compatibili. L’aspetto più interessante parte dal sistema di coltivazione: il ricino non necessita di molta acqua per svilupparsi e si parte dunque con un risparmio idrico notevole già nella piantagione, che in genere viene impiantata in terreni aridi e senza l’utilizzo massivo di trattamenti chimici. 

C’è anche il risparmio di suolo destinato a produzioni alimentari che non sarebbero compatibili con le caratteristiche dei terreni adatti al ricino. Arrivati alla fase di lavorazione si riducono anche le emissioni di CO2 perché c’è un risparmio del 30% rispetto all’uso di combustibili di origine fossile. 

Il piumino Treport oltre a essere carbon neutral, ha ottenuto anche la certificazione REDD+, attribuita ai prodotti che preservano la foresta amazzonica. L’azienda ha infatti compensato le emissioni prodotte con l’intero ciclo di vita di un capo Moncler con i progetti dal bollino REDD+ incentrati sulla conservazione della foresta amazzonica. 

Grazie a queste strategie Moncler è entrata nel Djsi-Dow Jones sustainability index e si è posizionata al primo posto come Industry leader del settore Textiles, apparel & luxury goods.

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