Un caldo nel mese di ottobre 2019 non era stato avvertito da anni: questo è il dato che emerge dalle statistiche effettuate sulle temperature in riferimento al mese appena trascorso. Un caldo che non si registrava da anni. Infatti, secondo lo studio, le temperature sono salite di 0,69 gradi Celsius rispetto alle medie del periodo autunnale (calcolate dal 1981 al 2010). Questo dato fa riflettere per svariate ragioni.

Ottobre 2019: i mesi più caldi del 2019

Ottobre è il quinto mese in cui si registrano delle temperature da record. Infatti, nel 2019, sono stati percepiti dei livelli di surriscaldamento globale molto più alti della media.

Un dato che preoccupa e su cui bisogna riflettere per far sì che le cose cambino, prima di non ritrovarci a subire le conseguenze devastanti dell’aumento della temperatura. Il record è stato registrato a giugno 2019, quando è stato raggiunto una temperatura che non si registrava dal 1880 (con 0,95 di gradi in più rispetto alla media). Anche il mese di agosto non è stato da meno, con una temperatura globale che ha registrano un aumento di 0,54 gradi rispetto a 30 anni fa.

Temperatura globale in crescita

Sono tante le sfide che i Governi dovranno affrontare nell’anno che verrà per far si che non si registrino più i risultati di quello che sta per finire. Per questo, la questione del surriscaldamento globale dovrà essere messa al centro dell’agenda dei governi mondiali. Il caldo da record ha interessato soprattutto l’Europa, mentre negli Usa e in Canda è stato registrato un abbassamento delle temperature globali.

Il surriscaldamento riguarda anche i territori Artici, in cui il numero dei ghiacciai è sensibilmente diminuito negli ultimi anni. Per far fronte all’esigenza climatica più di 11mila ricercatori hanno effettuato uno studio approfondito per tentare di arginare la situazione.

La conclusione? Nel 2050, il mondo potrebbe essere esposto ad una crisi globale. In base ai dati mondiali, il gas serra è aumentato notevolmente, in particolare l’anidride carbonica, potrebbe aumentare senza sosta. Un altro problema è l’aumento del livello dei mari causato dallo scioglimento dei ghiacciaci. Un altro grave problema si ha sul fronte dell’emissione della plastica emesso in quantità rilevanti e di difficile smaltimento.

Inoltre, i Governi devono adottare dei sistemi alternativi all’utilizzo della plastica ed adottare dei sistemi di smaltimento alternativi che possono agevolare l’eliminazione di questo elemento.

Ottobre 2019, caldo record: come limitare i danni

Una grande sfida per il futuro – rilanciata dai dati sull’appena trascorso ottobre 2019 – potrebbe essere la creazione di nuove fonti di produzione di energia. Dalle piante artificiali, al fotovoltaico, passando per piste ciclabili alimentate solo dal sole: sono queste le sfide del 2020. Il sole, infatti, ha moltissime proprietà che possono essere impiegate per gli impianti artificiali e per la salute generale del nostro pianeta. Oltre all’ambiente, queste permettono un notevole risparmio nei consumi energetici.

Questi risultati possono essere ottenuti solamente cambiando le politiche di governo e di gestione dell’energia e dell’ambiente. Il tutto deve passare dai governi, che devono introdurre delle misure alternative a quelle odierne.

2019: l’anno del caldo record

Un mondo più caldo significa anche un aumento dei fenomeni distruttivi come tempeste ed altri eventi traumatici per cose e persone.

Basti pensare che solo nel 2018 sono stati registrati 70 cicloni tropicali, contro una media di 53 sul lungo periodo. Le regioni compiute sono state le Isole Marianne, le Filippine, il Vietnam, la Corea e le isole Tonga.

I danni economici ed ambientali sono stati notevolissimi in tutto il mondo. Uno dei fenomeni che ha letteralmente messo in ginocchio il mondo intero sono state le tempeste che hanno colpito varie zone del globo, causando danni inestimabili e, talvolta, procurando anche svariate morti. Tutto ciò sarebbe quantomeno riducibile grazie ad una corretta politica climatica.

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