45 milioni di persone sono morti in Italia a causa dell'emissione di polveri sottili. L'Italia è il primo Paese in Europa a detenere questo primato inquietante. Secondo lo studio effettuato dalla rivista britannica, è necessario trovare delle attività che limitino le emissioni. In primo luogo, devono essere adottate delle politiche legislative mondiali sul tema grazie ad un impegno concreto di tutti i nostri governi.

Polveri sottili: dati e cause

Un bilancio disastroso che si inserisce in un quadro difficile: secondo le ultime stime, ogni anno morirebbero circa 8 milioni di persone per l’inquinamento atmosferico sia in locali chiusi (4,3 milioni) che all’aperto (3,7 milioni). Lo 0,1% della popolazione mondiale che soffre, specie nei Paesi a basso e medio reddito, l’uso di combustibili come legna, carbone e residui organici in sistemi privi di abbattimento delle emissioni ma anche mobilità privata. L'India detiene il primato mondiale per emissione di polveri sottili al mondo e le polveri stanno raggiungendo un livello che ha trasformato il paese in una grande camera gas.

Per far sì che l'Italia non raggiunga questi livelli, è necessario attuare delle politiche mirate alla riduzione delle emissioni di polveri sottili. Inoltre, è necessario ridurre le ore lavorate oltre agli ingenti danni dai fenomeni naturali. Bisogna sapere che le PM2, 5 identifica le particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 2,5 µm, una frazione di dimensioni aerodinamiche minori del PM10 e in esso contenuta. Il particolato PM2,5 è detto anche ‘particolato fine’, denominazione contrapposta a ‘particolato grossolano’ che indica tutte quelle particelle sospese con d.a. maggiore di 2,5 µm o, all’interno della frazione PM10, quelle con d.a. compreso tra 2,5 e 10 µm.

Sul sito del Ministero della Salute è possibile rintracciare un documento che riporta questi dati: nel 2010 lo scambio di informazioni ha riguardato 140 stazioni relative a 15 regioni italiane su 20. Di queste 140 stazioni, 107 (76% del totale) hanno fornito serie di dati con copertura temporale almeno pari al 75%; 94 stazioni (67% del totale) hanno fornito serie di dati con copertura temporale almeno pari al 90% (al netto delle perdite di dati dovute alla taratura periodica o alla manutenzione ordinaria).

Non solo la CO2 risulta essere assai dannoso, ma anche l'Ozono (O3) può provocare problemi all'apparato respiratorio e condurre a morte prematura. L'esposizione nei centri urbani è molto elevata: il 97% degli abitanti delle città dell'UE nel 2010 era esposto a concentrazioni di O3 superiori al livello di riferimento dell'OMS. Stesso discorso per il biossido di azoto ed il biossido di zolfo.

Polveri sottili: possibili azioni

L'Europa è in prima linea per quanto riguarda la lotta contro le emissioni di PM2,5. Sono numerose le relazioni emanate dalla commissione europea per arginare il fenomeno in questione. In Europa sono stati stabiliti i valori soglia, aumentati del margine di tolleranza, in violazione dell’art. 22, par. 3 della direttiva. Inoltre, le norme stabiliscono che, in caso di sforamento delle soglie previste per la qualità dell’aria, gli Stati membri adottino le misure necessarie per contenere nel tempo tali valori.

Già a partire dal 2001 erano state introdotte delle direttive volta ad arginare il fenomeno mediante delle azioni intraprese siano convenienti, sotto il profilo del rapporto costi-benefici, per la Comunità nel suo complesso e dovrebbero tener conto della necessità di evitare costi eccessivi per i singoli Stati membri. Nella direttiva si era fatto notare che l'inquinamento transfrontaliero porta all'acidificazione, all'eutrofizzazione del suolo e alla formazione di ozono a livello del suolo, per la cui riduzione è necessario un intervento concertato a livello comunitario. Per questo la riduzione delle emissioni di inquinanti che causano l'acidificazione e l'esposizione all'ozono a livello del suolo ridurrà anche l'eutrofizzazione del suolo.