Quando si desidera restituire un bene acquistato che presenta dei difetti o cambiare un fornitore, ad esempio di servizi energetici, per soddisfare nuove esigenze oppure per usufruire di migliori condizioni contrattuali, è necessario annullare subito o estinguere prima della scadenza il contratto stipulato. Tale invalidazione o interruzione contrattuale va effettuata rispettando le norme e i termini previsti dalle direttive europee recepite nella legge italiana. Al riguardo, è indispensabile conoscere la differenza tra diritto di ripensamento e diritto di recesso, importanti tutele a difesa dei consumatori previste dal Codice del Consumo (D. Lgs. n. 206/2005), sia perché si riferiscono a situazioni e prassi differenti che per evitare di incorrere in costi aggiuntivi o penali di cui non si è a conoscenza. Ecco di seguito le spiegazioni inerenti.

Il diritto di ripensamento

Il diritto di ripensamento consente al consumatore di annullare un contratto di compravendita senza dover sostenere alcun onere, cioè facendo cessare ogni obbligo ad esso correlato, o dover dare alcuna spiegazione al fornitore. Il cliente deve informare il venditore della propria volontà di esercitare il diritto di ripensamento entro un lasso di tempo di 14 giorni dalla data in cui l'accordo è stato stipulato o in cui si è ricevuto il suo duplicato via posta o a mano a seconda del caso. A tal proposito, il cliente può far valere il suo diritto di ripensamento soltanto se ha firmato il contratto fuori dalla sede oppure dagli uffici commerciali del venditore. Dunque, si tratta di un diritto di cui possono usufruire i consumatori che richiedono un servizio o un bene e ne stipulano il relativo contratto via Internet, per telefono, nella propria abitazione, oppure presso le postazioni mobili disposte all'interno dei centri commerciali o per strada. Di norma, il cliente decide di esercitare il diritto di ripensamento immediatamente dopo la stipula del contratto, probabilmente perché si era lasciato convincere da un abile operatore commerciale o da una pubblicità convincente senza aver valutato bene la corrispondenza delle caratteristiche del servizio o del bene con le proprie necessità di consumo e possibilità economiche.

Il diritto di recesso

Il diritto di recesso consente al cliente di scindere in via anticipata rispetto alla scadenza o di annullare immediatamente un contratto di compravendita di beni o di servizi al di là del luogo in cui è stato stipulato e dalle formalità seguite per sottoscriverlo, nonché di stipularne uno nuovo con un altro fornitore. In tal caso è necessario attendere un periodo di transizione di circa 2 mesi. Nello specifico, il consumatore deve comunicare preventivamente al suo fornitore l'intenzione di recedere, con un fax, una e-mail certificata, una raccomandata, la compilazione di un form sul Web o recandosi direttamente all'apposito sportello o shop, entro un lasso di tempo massimo di 1 mese. A tal riguardo, l'intervallo di tempo del preavviso si calcola dal primo giorno del mese successivo a quello in cui il venditore riceve il comunicato scritto di rescissione. Di norma, del diritto di recesso si avvalgono i consumatori che devono cambiare casa oppure i clienti delusi a causa degli inadempimenti contrattuali del venditore. Bisogna evidenziare che, avvalendosi del diritto di recesso nel pieno rispetto della legge, la cessazione del contratto di compravendita è gratuita per il consumatore. Per quanto riguarda il rimborso del denaro per i beni acquistati, difettosi o non corrispondenti in qualità e quantità alle promesse fatte dal venditore, il tempo di attesa massimo è di 30 giorni da quando il venditore ne viene a conoscenza.