Sta davvero cambiando qualcosa nella mentalità della maggioranza delle persone? La corsa alle emissioni, al progresso a tutti i costi sta davvero lasciando il passo a una certa preoccupazione per la salvaguardia del pianeta e delle sue risorse? Sicuramente in questi ultimi anni c’è stata una seria inversione di tendenza che si è concretizzata in questi ultimi mesi con alcuni sondaggi piuttosto autorevoli condotti in Italia, e non solo, con i quali le persone interpellate hanno voluto ribadire la loro grande preoccupazione per l’ambiente, l’inquinamento, e il fenomeno del riscaldamento globale. L’indagine più autorevole sotto questo aspetto è stata senza dubbio quella presentata dalla Fondazione Eni-Enrico Mattei: scopriamo di più sulla ricerca SWG.

La Fondazione Eni e la figura di Enrico Mattei

Il nome di Enrico Mattei rappresenta qualcosa di molto importante per un certo tipo di imprenditorialità responsabile che in Italia non è mai stata dimenticata. Mattei, fondatore del gruppo ENI che di fatto divento la prima grande compagnia globale italiana, era un uomo di grandissimo potere e dalla visione oltremodo scomoda nell’era delle sette sorelle e dei colossi petroliferi che rappresentavano il primo vero tentativo di globalizzazione, aveva a cuore argomenti che già sessant’anni fa spaventavano molto i suoi concorrenti: carburante a basso costo, sfruttamento del metano, apertura al nucleare non invasivo; insomma, Mattei giocava su più tavoli, con i partititi italiani e con le potenze mondiali rischiando grosso.

La Fondazione Mattei sostiene studi e progetti per energia sostenibile

La fondazione Mattei tuttavia ha continuato a fare il suo lavoro: borse di studio per gli ingegneri impegnati nello studio e nella produzione di energie alternative, finanziamenti per la realizzazione di progetti energetici a basso costo, sostenibili e a lungo termine e sondaggi. La Fondazione Mattei molto spesso dà vista a sondaggi ad ampio spettro che puntino a chiarire il punto di vista degli italiani, quelle che sono le loro aspettative e le loro priorità. Questo sondaggio edito da SWG e presentato in questi giorni al Senato della Repubblica in occasione dei trent’anni di vita della Fondazione Mattei chiedeva proprio quale fosse la priorità assoluta della popolazione, la prima preoccupazione.

Gli italiani hanno risposto con un 41% più che eloquente l’ambiente, con particolare attenzione per il tema del surriscaldamento globale. Al secondo posto con il 36% la gestione e lo smaltimento dei rifiuti seguito con il 32% dall’inquinamento delle acque.

L’Italia è preoccupata dalla mancanza del lavoro e dalle disuguaglianze

Nel 2050 insomma gli italiani vogliono un ambiente più pulito e più a misura d’uomo: questo è quanto confermato dalla recente ricerca SWG. Tuttavia bisogna sottolineare che il 53% degli intervistati è assolutamente certo che nel 2050 l’Italia sarà molto peggiore e sarà del tutto schiava delle politiche dell’Unione Europa con un considerevole passo indietro sotto l’aspetto delle politiche ambientali. La speranza insomma lascia il passo alla preoccupazione o forse alla disillusione, a cominciare dal problema del lavoro per il quale si prevedono momenti di fortissima crisi e di grave involuzione. Preoccupa la fuga dei giovani verso altri paesi, la disuguaglianza economica e sociale ma anche la mancanza di lavoro (51%).

Chissà che cosa avrebbe detto Mattei dell’Italia del 2050: una delle sue frasi più celebri fu…. “non possiamo pretendere di costruire auto se non siamo in grado di produrre benzina” e c’è chi sostiene che questa sua convinzione alla fine gli sia costata la vita in quello che, di fatto, è stato il primo attentato terroristico aeronautico in Italia.

CHIUDI MENU