I titolari di una fornitura Eni gas e luce possono recedere il contratto in qualsiasi momento attivando una nuova offerta di un fornitore presente nel mercato libero. Il recesso del contratto e il passaggio a un nuovo fornitore non comporta alcun addebito per il cliente. Lo stesso discorso invece non può essere fatto quando si desidera cessare completamente la linea. In questo caso, Eni è solito addebitare le cosiddette spese tecniche di cessazione. A seguire il significato delle spese tecniche di cessazione Eni e il prezzo medio che gli utenti sono obbligati a versare a Eni anche a distanza di oltre 12 mesi dalla richiesta di cessazione della fornitura.

Cosa sono le spese tecniche di cessazione Eni

Le spese tecniche di cessazione Eni sono i costi che il fornitore Eni gas e luce addebita a un ex cliente che ha richiesto la cessazione della fornitura di luce elettrica o gas. Tali spese sono riferite all'intervento di tecnici specializzati per sigillare il contatore e per interrompere il servizio di fornitura. Va ricordato che passare a un nuovo fornitore non implica la cessazione della fornitura ma scegliere soltanto condizioni economiche migliori relative alla componente energia (luce e/o gas). Come già spiegato nel paragrafo introduttivo, la differenza tra recesso del contratto per passaggio a nuovo operatore e richiesta di cessazione della fornitura sono due operazioni differenti che richiedono all'utente anche oneri differenti.

Costo delle spese tecniche di cessazione Eni

In media, gli intestatari di una fornitura Eni gas e luce a cui vengono addebitate le spese tecniche di cessazione Eni devono pagare una somma di circa 60 euro (per l'esattezza 63 euro). La richiesta di pagamento delle spese di cessazione può essere inoltrata da Eni agli ex clienti anche a distanza di oltre un anno.