Nel sistema di regolamentazione delle tariffe energetiche, è possibile individuare una differenza tra le utenze domestiche relative a soggetti residenti e non residenti. Vediamo, in particolare, come funzionano le tariffe Eni luce non residenti e se queste risultano convenienti.

Le diverse tipologie di tariffe Eni Luce

Su disposizione dell'autorità per l'energia elettrica, Eni, in qualità di fornitore in regime (anche) di mercato tutelato, è obbligato a riconoscere per il solo comparto dell'energia elettrica delle differenze tariffarie a seconda della tipologia di utenza. In particolare, secondo la normativa vigente si possono individuare tre diverse tipologie di tariffa luce Eni: la tariffa TDPC rivolta agli utenti che presentano un elevato tasso di consumi annui e godono di un risparmio in considerazione dell'installazione di strumenti energetici eco-sostenibili (come pompe di calore); la tariffa TDR, rivolta invece ai consumatori che risiedono all'interno dell'abitazione per la quale è utilizzata l'utenza, che si caratterizza per una potenza massima di 3 KW e per la diminuzione della tariffa all'aumentare dei consumi (nel senso che, mano a mano che si superano determinate soglie è possibile beneficiare di riduzioni di spesa fino al totale annullamento delle tasse relative al rapporto di fornitura). Infine, è prevista la tariffa TDNR, rivolta specificamente ai consumatori non residenti, ma, a differenza delle altre presenta una tariffa fissa, nel senso che quest'ultima comporta spese fisse che non vengono intaccate dal variare dei consumi.

Bollette Eni luce non residenti

Alla luce delle considerazioni finora svolte, è importante sottolineare che, se si viene inquadrati all'interno della tipologia di clienti non residenti per la fornitura Eni luce, è possibile andare incontro a sensibili aumenti di spese. Ciò, essenzialmente per quanto riguarda coloro che possiedono una seconda casa e utilizzano la fornitura per alimentare i consumi di quest'ultima (in cui, appunto, non risultano residenti). In questo caso, infatti, si va incontro ad una variazione (rispetto alla tariffa pensata per i residenti) che comprende l'aumento dei diritti fissi in misura più che proporzionale all'aumento dei consumi (a differenza di quanto avviene nelle tariffe per residenti, dove tutte le spese vengono abbattute mano a mano che il consumo aumenta). Tutto ciò, inoltre, a prescindere dall'eventuale differenza di potenze installate, nel senso che anche in presenza di una richiesta di potenza superiore rispetto allo standard (i canonici 3 kW) se si è non residenti e si mantiene un profilo di consumo medio si va incontro ad una spesa per diritti fissi molto elevata.

Eni luce non residenti conviene?

Tutto ciò che abbiamo detto finora rende evidente come la tariffazione prevista nel regime di maggior tutela per i clienti Eni luce non residenti non risulta affatto economica. In generale, anzi, si può assistere ad un vero e proprio svantaggio rispetto alle offerte tariffarie proposte in regime di mercato libero. Proprio a questo proposito, è utile sottolineare la presenza, tra le numerose offerte disponibili, del profilo tariffario proposto da Sorgenia con l'offerta Next Energy. Questo operatore, infatti, operante in regime di mercato libero, mette a disposizione dei propri clienti un profilo tariffario fisso, nel senso che si paga una quota (comprensiva tanto del costo della materia prima energia elettrica, quanto degli oneri aggiuntivi che riguardano il rapporto di fornitura) che rimane bloccata per il primo anno dalla sottoscrizione. Si tratta, a ben vedere, di una interessante prospettiva di risparmio per tutti gli utenti non residenti che possono, così, decidere di effettuare il passaggio al mercato concorrenziale, sottraendosi ai balzelli previsti dalla normativa regolamentare che li penalizza.