L’utilizzo della plastica oggi è quotidiano, ma questo materiale fa sorgere molti problemi per quanto riguarda il suo smaltimento. L’ampio utilizzo di plastica monouso rende il problema del suo smaltimento ancora più complesso. Nell’ultimo decennio si è iniziato a ridurre l’utilizzo della plastica, optando per nuovi materiali biodegradabili, ma nonostante questo, rimane un grave fattore dell’inquinamento delle acque marine. Per questo WWF Italia ha lanciato una petizione a tutti gli abitanti della penisola, per tutelare le acque del Mediterraneo che bagnano le nostre coste. 

Plastica monouso: gli accordi del WWF

Nel corso degli ultimi 10 anni in Italia sono stati attuati diversi cambiamenti per ridurre l’utilizzo della plastica: nel 2011 è stata introdotta la legge che da allora vieta l’utilizzo di sacchetti di plastica nei supermercati, che dal 2018 è stato esteso anche a quelli alimentari, sostituendo il materiale tradizionale con nuove opzioni biodegradabili. Le normative puntano a eliminare ulteriormente l’uso di materiali plastici in molti ambiti commerciali, come quello dei cosmetici o dell’igiene personale, eliminando per esempio i cotton-fioc.

Secondo WWF Italia la nostra nazione può anticipare le normative che devono ancora essere approvate in sede europea per quanto riguarda il consumo di plastica monouso. Le più d 1 milione e mezzo di firme raccolte finora tramite una petizione online, indicano che di italiani pronti a questo ce ne sono tanti. 

L’emergenza evidenziata dal WWF è quella dei mari italiani: il Mediterraneo è al sesto posto tra le zone di accumulo di rifiuti plastici e nelle sue acque vivono 134 specie delle 700 a rischio. Un altro dato spaventoso è che dei rifiuti rinvenuti nei mari che bagnano la penisola, il 95% è a base di plastica. È evidente la necessità di un cambiamento al più presto, e questo deve partire da ognuno. 

Il risultato che WWF Italia vuole ottenere è che entro il 2030 esistano solo imballaggi di plastica riciclabile al 100% o riutilizzabile ed per il 2025 venga vietato l’utilizzo di microplastiche nella produzione di beni di consumo, iniziando con i cosmetici nel 2020. Questo ridurrebbe notevolmente l’impatto ambientale, oggi dato in gran parte dal sovrautilizzo di plastica monouso e dalla cattiva gestione dello smaltimento dei rifiuti. 

Il percorso verso un mare plastic free

Anche se eliminare totalmente l’utilizzo della plastica sembra impossibile, in realtà ci sono molti accorgimenti che permettono a chiunque di ridurlo. È vero che una normativa a livello globale è necessaria, come afferma il WWF, ma non si può aspettarla senza iniziare personalmente a impegnarsi nella riduzione del consumo di plastica monouso. 

Le normative attuali già prevedono la vendita di piatti, posate e cannucce monouso non più di plastica ma di carta o altri materiali biodegradabili o riciclabili, ma si possono avere attenzioni ulteriori per ridurre ancora di più l’utilizzo della plastica nella nostra vita quotidiana.

Oggi molti supermercati presentano la possibilità di acquistare prodotti sfusi, riducendo la quantità di confezioni utilizzati, che molto probabilmente utilizzano dei materiali plastici. Scegliere questa tipologia di alimenti piuttosto che altri precedentemente confezionati è già un passo verso la riduzione del consumo di plastica monouso. 

Per quanto questa sia una pratica ecologica importante, è vero che in alcuni casi la plastica sembra essere indispensabile, come ad esempio per la conservazione di alcuni prodotti alimentari. Per questo WWF tra le sue richieste avanzava anche quella di introdurre una cauzione sugli imballaggi, in modo da incoraggiare dei comportamenti ecologici e rispettosi nei consumatori e facilitare il riciclo delle varie confezioni. 

Si rivela quindi fondamentale, prima ancora della attuazione di una normativa attenta da parte dell’Europa e dello stato italiano, un impegno reale dei cittadini, su cui è importante fare leva. Una legge sull’utilizzo della plastica che venga applicata puntualmente e correttamente è certamente importante, ma il primo impulso deve venire dal basso: ognuno di noi si deve attivare nella sua vita quotidiana, per rimuovere l’utilizzo di plastica monouso quando questa è superfluo e facilmente sostituibile con altri materiali più rispettosi dell’ambiente. 

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