Non ci sono stati solo gli incendi a danneggiare in modo selvaggio gli splendidi parchi della California: lo stato della costa ovest americana è uno dei più attivi sotto l’aspetto della produzione di uva pregiata vino. Alcuni dei più importanti produttori vinicoli del mondo hanno scelto la California per le proprie coltivazioni ma ormai da molti anni le cose non vanno più come prima.

Il cambiamento climatico cambia anche le vigne e il vino

“Ci siamo accorti del cambiamento perché abbiamo dovuto investire molti più soldi in acqua per via delle precipitazioni sempre più rare e scarse – dice John Pettivie, proprietario di un’azienda vinicola con oltre centocinquant’anni di storia – i primi segnali c’erano stati già negli anni ’80. Mio nonno diceva che le cose sarebbero cambiate, che non sarebbero state più come prima. E per fortuna mio padre ascoltò il parere del vecchio e cominciò a investire su impianti di irrigazione moderni e funzionali. Ma anche enormemente costosi sotto l’aspetto del consumo e della manutenzione. Oggi acqua e irrigazioni programmate sono probabilmente la voce più alta nel nostro bilancio di spese”. 

La California da molti anni sta affrontando estati sempre più lunghe e secche e non tutti i viticultori di quella che è un’azienda che dà lavoro ad almeno 150mila persone ce l’hanno fatta. Molti hanno chiuso.

La vigna d’America produce il 90% del vino di qualità statunitense

La California fornisce il 90% del vino prodotto negli Stati Uniti: vino autoctono, ma anche eccellente vino prodotto da viti italiane e francesi. Le vallate di Sonoma e di Napa ospitano il 50% delle vigne californiane che in tutto sono oltre tremila. Una vera industria. Il cambiamento climatico di qui si è già fatto sentire:

 “La parte più ottimista e più romantica di me mi fa pensare che il vino esiste da quando esiste la parola scritta, e ha sempre resistito a guerre, carestie, pestilenze e tragici mutamenti civili – dice Dan Petroski, un altro produttore di Napa Valley – e quindi voglio continuare a pensare positivamente. Credo che ci dovremo adattare: è indubbio che l’aumento della temperatura e l’estensione delle sacche di aria calda ci sia e ci stia danneggiando ma questo dovrà portarci verso un adattamento”. 

Incendi e blackout dannosi quanto il cambiamento del clima

Se il cambiamento climatico è un problema a lungo termine che inciderà nei prossimi anni, la California ha dovuto affrontare anche gli incendi che hanno causato un’altra conseguenza drammaticamente impattante: 

“È evidente che se la scelta delle autorità a ogni incendio sarà quella di tagliare la corrente a intere aree del paese questo avrà conseguenze drammatiche – dice Petroski – ma questo riguarda non solo la nostra attività ma qualsiasi industria di qualunque genere. Per diverse settimane abbiamo vissuto nell’incertezza di fronte a flussi di corrente elettrica irregolare che rischiavano di mandare in malora il lavoro di un anno: ci siamo organizzati con grandi generatori ma questo non è un bene né per le attrezzature né per l’ambiente”. 

Vent’anni di tempo per capire l’impatto del cambiamento climatico

La caratteristica più straordinaria delle vigne della California è la loro varietà che oggi viene messa in pericolo dal caldo crescente:“Abbiamo prodotto vino di ogni genere cercando di avvicinarci quanto più possibile alle eccellenze italiane e in qualche caso siamo anche riusciti a produrre vino italiano che si scosta pochissimo da quelle che sono le caratteristiche del prodotto originale, ma tutto questo ci è semplicemente servito a produrre un’uva migliore, più forte e più particolare. Ogni vallata ha le sue particolarità ed è per questo che qui la varietà è diventata una caratteristica di grande valore del territorio. Il cambiamento climatico è in corso, è un dato di fatto: dobbiamo cercare di capire come questo potrà influenzare il nostro modo di produrre vino da qui ai prossimi vent’anni”.

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