Uno degli argomenti più attuali è l’interesse che sta suscitando in questi ultimi mesi l’ambiente e la preoccupazione in merito a nuove energie rinnovabili e pulite.

Le varie proposte presenti già da qualche anno sul mercato però non sempre sono riuscite a rispondere adeguatamente alle diverse perplessità sollevate, specie perché il loro impiego prevede delle attrezzature talvolta particolari o che non apportano un serio beneficio.

Questo, fino all’arrivo di TED (Thermal Energy Device), una batteria termica proposta da un gruppo di studiosi della cittadina di Adelaide, in Australia.

Più precisamente si tratta di un’unità d’accumulo modulare che riesce a conservare energia elettrica partendo dall’energia termica.

Il suo funzionamento è molto simile a ciò che farebbe un pannello solare di ultima generazione, senza tuttavia l’inconveniente delle giornate più uggiose in cui l’energia conservata fino a quel momento viene utilizzata per il sostentamento energetico.

Ma, quali sono le differenze con le normali batterie e quali sono gli impieghi che si possono fare con queste?

Differenza batterie a litio e batterie termiche

Un dispositivo qualsiasi che funziona con il PMC – acronimo che sta a indicare i circuiti di protezione e la loro gestione – non riesce a conservare l’energia a lungo qualora non si trovi in una situazione di isolamento termico ottimale.

Anche il nuovo TED funziona con il PMC, ma il materiale che viene impiegato per questo cambiamento di fase è diverso: non si tratta più del litio ma del silicio.

Il vantaggio del materiale silicio è che non si degrada come invece fa il suo attuale concorrente, e ad ogni ciclo sembra addirittura migliorare le sue prestazioni. In questo modo, la conservazione dell’energia risulta più rilevante.

L’innovazione alla base delle batterie termiche interessa in particolar modo l’Australia, dove un altro gruppo di ingegneri della Curtin University sta studiando tutta una serie di batterie che si basano sull’accumulo di energia solare e sul come, eventualmente, unire più meccanismi. 

Questo progetto prende spunto dalla tecnologia alla base degli impianti solari a concentrazione Dish Stirling: questo particolare sistema è composto da un concentratore circolare di forma parabolica che si sposta in base al movimento del sole per poterne catturare l’energia termica e convertirla, in un secondo momento, in impulsi elettrici energetici.

Vantaggi batterie termiche

Le batterie termiche permettono comunque altri benefici, che è utile menzionare per capire il livello di tecnologia al quale siamo arrivati. Tra i più importanti e apprezzati, ricordiamo:

  • Il silicio all’interno delle componenti di questa batteria innovativa è riciclabile al 100% a differenza del litio che invece impiega un arco di tempo decisamente maggiore;
  • Stabilità termica a lungo: permette uno stoccaggio di energia di 6 volte maggiore delle batterie a ioni di litio e dura di più;
  • Costi ridotti: il risparmio delle batterie termiche è indubbio. A partire dal prezzo di batterie a litio, si parla di percentuali del 60%-80% della cifra finale;
  • Ciclo lungo di vita: data la resistenza del silicio alle temperature più elevate, questi impianti possono durare anche 20 anni. Questo particolare materiale impiegato fonde infatti a 1.414 °C e non si deteriora;
  • Portabilità: che sia un piccolo appartamento, una villa o una realtà di una grossa impresa industriale o terziaria, questo tipo di batteria riesce a fornire l’energia necessaria a riscaldare diverse realtà;

Gli obiettivi che ci si pone ora per il futuro sono quelli di riuscire a inventare un meccanismo simile per il funzionamento delle autovetture, magari partendo da questo modello già economizzato, a livello di costo e di inquinamento ambientale.

L’utilizzo di macchinari come questi eco-friendly non dovrebbe più essere soltanto un’alternativa tra le tante, ma rappresentare la comune prassi.

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