È di questi giorni la notizia di un ulteriore passo in avanti compiuto dal consorzio, capeggiato dalla Nasa, che produce l’X57 aereo interamente elettrico che è stato consegnato nel febbraio scorso e che si appresta a ultimare nuovi collaudi dopo i primi test dopo l’assemblaggio con le ali di nuovissima concezione disegnate e realizzate direttamente dall’ente spaziale americano in Canada. Ci sono poi diversi altri progetti: uno della Rolls Royce, uno della Tesla e quello forse più ambizioso in assoluto, il Solar Impulse che già nel 2016 concluse un intero giro del mondo in sedici ore e senza scali. Ognuno sta crescendo sulla base di quelli che sono i presupposti dell’impresa e nuovi perfezionamenti che riguardano il peso, la capacità di carico, la durata delle batterie e l’autonomia.

Il Canada lancia il primo elettro-idrovolante civile

Ma in Canada è stato festeggiato proprio in questi giorni il decollo del primo volo elettrico commerciale privato: un de Havilland DHC–2 con sei posti passeggeri è regolarmente decollato da Vancouver per effettuare un breve volo di prova a pieno carico, superare il fiume Fraser e tornare alla base. Si tratta di un idrovolante Beaver, un modello estremamente diffuso in Canada dove per i voli interni anche nelle zone più lontane dagli aeroporti internazionali si usano abitualmente gli idrovolanti. Il progetto è stato acquisito dalla Harbor Air Seaplanes il cui amministratore delegato Greg McDougall ha allestito il Beaver con un motore elettrico di nuova generazione, un MagniX da 750 cavalli, progettato e allestito in Canada. Il volo ha un valore più simbolico che commerciale: una ventina di minuti in tutto.

Il tempo degli esperimenti è definitivamente finito

L’importanza di questo volo sta nel fatto che questa volta il volo non ha un mero valore sperimentale, ma si può considerare il primo vero volo commerciale a trazione elettrica. È una svolta: perché da questo momento la Harbor Air Seaplanes è pronta e organizzata per potere vendere biglietti, collegare le tratte e offrirsi come vettore su linee medio brevi. Organizzata l’offerta ora si tratta di andare a caccia della domanda: che potrebbe essere alta, perché in Canada c’è un’estrema attenzione di fronte al trasporto a impatto zero e quello dei voli elettrici potrebbe essere uno dei grandi business dei prossimi anni. Sicuramente ci conta Roei Ganzarski, imprenditore canadese che da oltre tre anni lavora al suo progetto di linee commerciali elettriche: “Abbiamo dimostrato che l’aviazione commerciale in forma completamente elettrica può funzionare, si tratta certamente dell’inizio di una nuova era. Ora dobbiamo avere il coraggio di spingere oltre”.

Canada in prima fila nel test dei collegamenti elettrici civili

Già: perché il Canada da tempo parla di agevolazioni importanti per i vettori che vogliano investire su propulsori elettrici ma in realtà l’esempio di Ganzarski e della sua Harbor Air Seaplanes per ora è più unico che raro. Greg McDougall, amministratore delegato e fondatore della Harbor ha anche testato più volte il Beaver ed è stato lui stesso a eseguire il volo numero zero: “Il nostro paese da tempo ricopre un ruolo nella storia dell’aeronautica e oggi contribuisce a scrivere un alto capitolo storico del quale possiamo essere tutti davvero molto orgogliosi”.

Di fronte all’impatto dei voli tradizionali, l’elettrico è un’alternativa

È un momento estremamente importante per l’industria civile aeronautica: la battaglia contro gli sprechi dei voli semivuoti o venduti a prezzi ridottissimi solo per non avere aerei vuoti continua. Al momento i collegamenti intercontinentali sono uno dei primi fattori di inquinamento e di grande incremento delle fonti di emissioni di carbonio: i dati AEA dicono che ogni volo produce circa 300 grammi di CO2 a chilometro per ogni passeggero. Un volo elettrico non inquina, è a impatto assolutamente zero sotto l’aspetto della produzione di CO2 e gas serra: il problema se mai è garantire che questi voli siano una soluzione percorribile sotto l’aspetto dell’autonomia e della disponibilità.

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