Torino è la nuova destinazione di una Greta stanca, sicuramente provata dalle lunghe trasferte transatlantiche in catamarano ma anche dallo stress di dover essere sorvegliata ventiquattr’ore su ventiquattro a causa del suo sempre crescente peso internazionale che ha finito per muovere molti interessi da parte di gruppi integralisti. 

Greta Thunberg arriva a Torino subito dopo il botta e risposta con il presidente americano Trump che aveva definito “ridicola” l’iniziativa del magazine Time di nominarla personaggio del 2019 invitandola a darsi una calmata e a lavorare sulla sua aggressività andandosene al cinema. La risposta di Greta non si è fatta attendere, ha risposto con ironia cambiando la sua bio sul proprio profilo Twitter: Giovane al lavoro per amministrare meglio la propria rabbia, in procinto di andare a vedere una commedia al cinema con un amico.

Le ultime tappe italiane di un lungo viaggio

Cappello di lana calato in testa, cerata gialla sulle spalle Greta arriva a Torino mentre cadono i fiocchi della prima nevicata invernale, ritorno alle 13. È in programma il cinquantesimo sciopero del Friday For Future: ha dormito in un albergo in via Nizza di ritorno da Madrid, un lungo viaggio con una Tesla fornita da uno sponsor. Prima sosta al Castello: 

“Torino è una città stupenda, sono molto felice di essere qui, anche se non ho avuto molto tempo per visitarla” dice ai giornalisti e fotografi presenti, almeno duecento. Con lei ci sono i genitori. La copertina del Time continua a suscitare discussioni e reazioni: “Scattare quella foto (su uno scoglio con un’onda in arrivo, in scarpe da jogging e felpa e i capelli sciolti n.d.r.) è stato un momento di grande divertimento. Il fotografo era davvero molto bravo e sono felicissima del risultato”. 

Greta conquista Torino con la sua breve presenza

Poi il momento più atteso, quello in cui si rivolge ai manifestanti, la maggior parte davvero molto giovani, non meno di cinquemila persone“Sono felice di essere qui, vedo tanti studenti ma anche tanti adulti e pure anziani. Sono molto colpita dagli organizzatori che hanno messo su tutto in breve tempo. Ricordo qualche mese fa quando ho visto le immagini delle manifestazioni a Torino con un numero incredibile di persone e voglio ringraziarli per tutto quello che sono riusciti a realizzare”. 

I risultati disastrosi del COP25 di Madrid non sono ancora stati ufficializzati, il forum è stato prolungato nel tentativo di trovare un accordo che non arriverà: “Comunque vadano le cose dobbiamo continuare a lottare – dice Greta – non possiamo più dare per scontato il domani, noi giovani vivremo quel domani. In meno di tre settimane entreremo in una nuova decade, che deciderà il nostro futuro. Cosa faremo o non faremo cambierà il futuro. I nostri figli e nipoti vivranno in quel futuro. Dobbiamo assicurarci che il 2020 sia l’anno dell’azione”.

Una breve vacanza e poi di nuovo manifestazioni e incontri

Alla fine dell’incontro Greta saluta torna verso il centro e sale su una Tesla blu guidata dal padre: tappa successiva Milano per una breve presenza, poi in Germania a Monaco di Baviera e di qui a Stoccolma, in treno. Niente studio, niente scuola, qualche giorno di vacanza extra: “Ho bisogno di staccare un attimo perché non puoi andare avanti ai ritmi che ho sostenuto io per mesi senza avere mai un giorno per te. Ma non ci vorrà molto. Il 2020 sarà un anno molto intenso e io sarò pronta, motivata e riposata”.

La critica alle istituzioni locali di Chiara Appendino

Torino, a cominciare dalle sue istituzioni, ha accolto con grande curiosità e calore Greta: “È stata una giornata molto importante per Torino – ha scritto la sindaca Chiara Appendino condividendo sui social l’immagine dello striscione Friday for Future – e la presenza di Greta Thunberg sarà una ulteriore occasione per ribadire la centralità che l’emergenza climatica deve avere nel dibattito pubblico e politico. Mi auguro di vedere in piazza tutti i rappresentanti delle Istituzioni locali, come segno simbolico forte dell’unità in questa battaglia”. Non è sfuggito infatti a molti osservatori che la presenza della giovanissima portavoce svedese ha comunque tenuto lontano per ragioni di carattere politico molti amministratori.

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