L’anno che sta per concludersi sarà ricordato per sempre per la serie di record negativi che ha ottenuto in ambito climatico. Luglio 2019 è stato il mese più caldo mai registrato prima (causando lo scioglimento di numerosi ghiacciai), mentre la temperatura globale registrata nel mese scorso ha definito il novembre 2019 il novembre più caldo della storia. 

Il 2019 è stato un anno colpito da una pesante intensificazione di ondate di calore e alluvioni e sono numerosi i paesi che hanno subito gli effetti devastanti dei cicloni tropicali o degli incendi boschivi. Ogni giorno è possibile accorgersi di come gli impatti dei cambiamenti climatici si manifestino in condizioni meteorologiche estreme e anormali. 

Per quanto riguarda i ghiacciai, nel 2019 è stato confermato anche il declino a lungo termine del ghiacciaio marino artico. Solo in Groenlandia sono andati perduti circa 260 Gt di ghiaccio, dal 2002 al 2016. Le stima preoccupano: entro il 2100, le inondazioni costiere potrebbero colpire più di 40 milioni di persone. 

I ghiacciai si scioglieranno più rapidamente del previsto

La Groenlandia sta perdendo i suoi ghiacciai più rapidamente del previsto. Lo testimonia la ricerca pubblicata sulla rivista Nature, basata sui dati raccolti tra il 1992 e il 2018 e realizzata grazie alla collaborazione IMBIE– Ice Sheet Mass Balance Inter – comparison Exercise – alla quale hanno lavorato 89 ricercatori di 50 centri di ricerca diversi.

Solo in un mese sono 197 i miliardi di tonnellate di ghiacciai persi: l’isola, colpita da una morsa di calore, ha ceduto all’oceano Atlantico una quantità di acqua di fusione sufficiente a innalzare il livello globale dei mari di 0,5 millimetri.

L’ondata di calore che nel mese di luglio ha investito questo territorio ha provocato segni visibili di scioglimento superficiale su oltre la metà della copertura glaciale dell’isola.

Collaborazione IMBIE 

La mappa pubblicata sulla rivista Nature – che ha permesso di ottenere una fotografia dello stato di salute attuale dei ghiacciai della Groenlandia – è il risultato del lavoro intenso di un team internazionale di 89 ricercatori, provenienti da 50 Università e Istituti di ricerca diversi, tra cui l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). 

Pubblicata l’11 dicembre 2019, la ricerca è stata realizzata attraverso una vasta collaborazione, denominata IMBIE e supportata dall’ESA, l’European Space Agency e dalla NASA (National Aeronautics and Space Administration). 

Il team di ricerca ha utilizzato 26 misure indipendenti, fornite da 11 satelliti, rivelatisi estremamente utili per ricostruire l’immagine più accurata possibile della condizione dei ghiacciai della Groenlandia. 

3800 miliardi di tonnellate 

Lo studio dimostra che dal 1992 ad oggi la Groenlandia ha perso circa 3.800 miliardi di tonnellate di ghiaccio, che rappresenta una quota sufficiente a far innalzare il livello globale dei mari fino a 10,6 millimetri..

I dati rivelano, inoltre, un significativo aumento della velocità con cui i ghiacciai della Groenlandia si sciolgono. Nel 1990 erano 33 i miliardi di tonnellate perse l’anno, mentre si sono raggiunti i 254 miliardi l’anno solo nell’ultimo decennio: si calcola che la quantità di ghiaccio persa si sia triplicata nell’arco di 30 anni. 

Il 2011, è stato definito l’anno in cui si è registrata la massima velocità di scioglimento dei ghiacciai, pari a 335 miliardi di tonnellate l’anno, ovvero 10 volte il tasso di scioglimento del 1990.

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