La possibilità di diminuire le emissioni atmosferiche – attraverso il progressivo aumento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili – sembra attualmente meno remota nella regione Umbria.

Il progetto chiamato reddito energetico è una recente proposta di legge nata dal movimento 5 stelle e attuabile grazie ad una prima installazione fotovoltaica di Sean Wheeler, sindaco del comune sardo di Porto Torres.

Nel caso questo progetto venga accettato, entro il 2020 la copertura prevista è di 500.000€, erogando un contributo a fondo perduto fino a 5.000€.

Scopriamo insieme i dettagli relativi alle possibili future innovazioni che incideranno profondamente sulla regione umbra e sul suo impiego energetico.

Cos’è il reddito energetico e come funziona?

Dipendentemente dal reddito di ciascuna famiglia, verranno installati dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle abitazioni selezionate, grazie anche alla possibilità di attingere per questa operazione dai fondi pubblici.

Che si tratti di abitazioni private o di condomini, il programma include ogni tipo di edificio.

Tuttavia la priorità è assegnata alle famiglie meno abbienti, in modo da permettere loro un risparmio economico consistente in merito al dispendio energetico.

In questo modo, il costo delle utenze energetiche è presto azzerato e non comporta più un’uscita di denaro che non si possono permettere coloro che si ritrovano in situazioni più bisognose. 

Questo primo step viene normativizzato in base ad uno specifico regolamento.

All’utente beneficiario non rimane che sottoscrivere una convenzione con il GSE (Gestore servizi energetici), società che da anni si occupa di promuovere il progresso sostenibile e l’utilizzo funzionale dell’energia.

Successivamente, viene attivato il servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta, per una ragione ben precisa.

Infatti, gli eccessi prodotti non vengono sprecati: se da una parte l’energia prodotta viene utilizzata da un nucleo familiare – ristretto o allargato che sia – dall’altra questa sarà sicuramente sufficiente per il proprio sostentamento e arriverà persino ad un’ottica sovra-produttiva.

La quantità eccedente viene quindi distribuita alla rete, facendo sì che lo stesso comune possa risparmiare sul consumo energetico e sovvenzionare l’installazione di altri impianti per gli utenti in attesa per aumentare il bacino di beneficiari.

La proposta di legge, anche chiamata fotovoltaico sociale, è stata depositata da Maria Grazia Carbonari, consigliera regionale del M5S in Umbria.

Da questa stessa figura professionale, sono stati confermati i vantaggi di questi futuri impianti:

  • Riconversione energetica umbra: in questo modo, si protende a favorire il modello futuro eco-sostenibile piuttosto che quello inquinante attuale;
  • Sostegno economico: le famiglie più deboli avranno la possibilità di investire le loro possibilità limitate in altri beni, perché il riscaldamento è garantito loro a costo 0;
  • Maggiore occupazione locale: per poter provvedere a questo grande progetto, saranno necessarie più figure professionali per l’installazione di sempre più impianti fotovoltaici. Anche la gestione di questi pannelli è determinante.

A questi vantaggi dichiarati si aggiungono altri valori etici importanti, tra i quali:

  • Instaurare rapporti diretti: tra le reti e gli utenti il rapporto cambia, da verticalmente ad orizzontalmente. Entrambi infatti beneficiano di una catena energetica che provvede a distribuire energia a quanti più collaboratori possibile, rimanendo in prima persona sia fornitori che produttori; 
  • Dare il buon esempio: a tutte le regioni che sono indifferenti o ostili nei confronti di un’energia più pulita;
  • Donare consapevolezza: spesso, i valori ambientali sono emarginati o subordinati a valori più importanti solo in apparenza. Promuovendo tuttavia questo disegno legislativo, ci si aspetta una comprensione maggiore da parte degli utenti;
  • Raggiungere l’Europa: dato l’assiduo ritardo italiano in merito a tematiche ambientali rispetto al resto dell’Europa, iniziando a sensibilizzare i cittadini riguardo all’ambiente potrebbe portare in futuro ad una parità di prospettiva, green ed eco-sostenibile.
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