Grazie ad uno studio effettuato dal Gestore Servizi Energetici (GSE) sull’energia rinnovabile nel 2016, l’Italia si è posizionata al terzo posto in Europa per consumi di energia rinnovabile. Nel 2018 le fonti rinnovabili di energia hanno confermato il proprio ruolo di rilievo nel panorama energetico italiano, trovando un impiego diffuso sia per la produzione di energia elettrica, sia per riscaldamento e raffrescamento, sia come biocarburanti utilizzati nel settore dei Trasportati. 

Rapporto GSE sull’energia rinnovabile in Europa

Il nuovo rapporto del Gestore dei Servizi Energetici è un documento annuale che si concentra sulla tematica della diffusione dell’energia rinnovabile e sugli impieghi delle green energy nazionali.

Il GSE, ha aggiornato il rapporto e ha potuto constatare che la produzione verde italiana ha coperto il 17,8% dei consumi finali, aumentando nel giro di due anni di circa 2 punti. 

L’Italia si posiziona come terzo paese per contributo della green energy sui consumi finali e secondi per produzione elettrica verde. 

I dati del GSE, si riferiscono all’anno 2018 in cui idroelettrico, solare, eolico, bioenergie e geotermia avevano raggiunto un tasso di copertura mai visto prima

Tuttavia, la percentuale del 17,8 % rimane un risultato incoraggiante per tutta la nazione. In particolare, il risultato ottenuto rende l’Italia l’unica tra i grandi Paesi UE (Germania, Francia, Spagna, Regno Unito) ad aver superato il target assegnato da Bruxelles. Inoltre, l’Italia ha registrato per quello stesso anno il valore più alto in termini di quota coperta da FER.

Obiettivi 2020 per le fonti rinnovabili

Seguendo la Direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo, per l’Italia si pongono altri due obiettivi da raggiungere nel 2020:

  • Quota dei consumi complessivi di energia proveniente da fonti rinnovabili pari al 17%;
  • Quota dei consumi di energia nel settore trasporti coperta dal rinnovabile pari al 10%.

L’Italia nel 2016 ha raggiunto il 17,41% per quanto riguarda il consumo energetico complessivo da rinnovabile, raggiungendo in anticipo quindi l’obiettivo prefissato dalla UE e il 7,24% nel settore trasporti: entrambi i valori si pongono al di sopra della media europea, rispettivamente del 17,04% e del 7,13%.

In questo contesto, quindi, l’Italia si posiziona al terzo posto,dietro a Francia e Germania in termini di consumo di energia da rinnovabile, con l’11% dei consumi complessivi dell’UE.

Per quanto riguarda il consumo di energia da rinnovabili nel settore elettrico l’Italia ha registrato il 34,01% sul totale della produzione energetica, piazzandosi ben più in alto rispetto alla media europea, pari al 29,60%; in base a questi dati si può quindi comprendere che la transizione energetica è ben avviata e, grazie all’approvazione della nuova Strategia Energetica Nazionale, sarà sempre più vicina.

Andamento geografico Italia

L’andamento degli obiettivi settoriali e dell’obiettivo complessivo fissati dalla Direttiva 2009/28/CE e dal Piano di Azione Nazionale dimostra il raggiungimento degli obiettivi per tutti i settori, ad esclusione del settore Trasportati, che si differenzia per uno scarto inferiore dello 0,1%.

Inoltre, l’obiettivo nei trasporti che comprende sia l’utilizzo di biocarburanti sia quello di energia elettrica rinnovabile nei trasporti è pari a 7,2%, in crescita rispetto all’anno precedente (6,4%), ma inferiore all’obiettivo europeo previsto al 2020 (10%).

L’installazione e l’utilizzo di impianti a fonti rinnovabili variano notevolmente sul territorio italiano sulla base di numerose condizioni esogene. Ad esempio, i grandi impianti idroelettrici sono stati sviluppati in situazioni particolari, per la realizzazione degli impianti eolici hanno particolare rilievo la ventosità, l’orografia e l’accessibilità dei siti, l’utilizzo di impianti a biogas aumenta laddove vi è maggiore disponibilità della fonte energetica, ecc.

Inoltre, si nota come il 76% dell’energia elettrica prodotta da fonte idrica sia concentrata in sole 6 Regioni del Nord Italia. Al contrario, si concentra in 6 Regioni del Sud Italia il 90% dell’energia elettrica prodotta da fonte eolica. Infine, gli impianti geotermoelettrici si sviluppano esclusivamente nella Regione Toscana, dove vi sono determinate caratteristiche del calore endogeno utilizzabili per la produzione di energia elettrica.

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