Il Governo italiano ha recentemente ipotizzato di proporre, all’interno della Legge di Bilancio 2020, un provvedimento che permetterebbe di ridurre in maniera cospicua l’IVA (Imposta sul Valore aggiunto) sulle bollette luce e gas.

La situazione attuale: IVA al 10%

Ad oggi, i contribuenti pagano in bolletta circa il 10% di IVA sull’imponibile totale: si tratta di un importo considerevole e che ha portato il Governo a ipotizzare una riduzione del 50% rispetto alla situazione attuale.

Del resto, il consumo del gas metano all’interno delle mura domestiche varia in maniera spesso cospicua da città a città, in base a numerose variabili di natura principalmente climatica.

I costi sono più evidenti per tutti coloro che hanno un sistema di riscaldamento e una caldaia autonoma; inoltre è opportuno sottolineare come le voci di spesa più cospicue provengano soprattutto dall’utilizzo di acqua a scopo sanitario e per il riscaldamento dell’ambiente domestico stesso.

A completare il quadro attuale bisogna aggiungere che sulla fornitura del gas metano sono attive due aliquote:
● 10% sui primi 480 metri cubici utilizzati;
● 22% sul consumo successivo e soprattutto sulle spese fisse.

Perché ridurre l’IVA al 5%

La proposta di legge non è stata ancora divulgata nella propria interezza, tanto che non è ancora possibile comprenderne appieno tutte le implicazioni sui consumatori.

Tra le zone d’ombra c’è l’applicazione di questa riduzione che non è chiaro se possa essere imposta su entrambe le aliquote o se solo una delle due.

Qualora il Governo dovesse proporre di ridurre l’IVA al 5% sul primo scaglione (quello al 10%) il risparmio per i consumatori sarebbe esiguo, mentre potrebbe risultare più interessante qualora si decidesse di attuarlo sul secondo (al 22%).

Cercando di quantificare il risparmio al quale potrebbero andare incontro le famiglie italiane, si può ipotizzare che potrebbero essere messi da parte circa 85€/anno: tuttavia, è opportuno sottolineare come il calcolo dell’importo delle bollette luce e gas sia piuttosto complesso.

Inoltre, non è stato ancora chiarito dalle autorità se la riduzione riguarderà anche le aziende e come potrà incidere sulle agevolazioni fiscali di cui alcune di essere stanno usufruendo.

In particolare, le aziende manifatturiere e le aziende agricole che hanno il tasso agevolato al 10% potrebbero non vedere un miglioramento economico così sensibile rispetto alla propria situazione attuale.

Chiaramente, oltre a queste prime due categorie, non sono state considerate nel progetto di legge le cosiddette aziende energivore che – probabilmente -riceveranno un trattamento particolare.

In ogni caso è probabile che lo scopo che muove il Governo nella riduzione di questa aliquota è il desiderio di evitare il rischio recessione nel nostro Paese: infatti, il risparmio in bolletta per consumatori e aziende dovrebbe, progressivamente aumentare il potere d’acquisto delle famiglie italiane, donando un’iniezione di liquidità ai consumatori.

Come risparmiare sulla luce e gas

Bisogna quindi ancora attendere prima dell’ufficializzazione o meno di questa proposta che comunque rientrerà nella Manovra 2020.

Nel frattempo, cosa possono fare i consumatori per ridurre i consumi di luce e gas?

Sicuramente un primo accorgimento da prendere riguarda la presa atto delle fasce di consumo: infatti, utilizzando gli elettrodomestici la sera è possibile ridurre sensibilmente il costo della bolletta.

Per poter godere di questo vantaggio è possibile programmare i cicli della lavatrice e della lavapiatti durante gli orari notturni.

Un secondo aspetto da tenere presente quando si tratta di risparmio in bolletta riguarda l’ottimizzazione dell’efficacia energetica del proprio appartamento: tutte le informazioni su questo argomento possono essere contenuto all’interno della certificazione energetica APE.

Sebbene non esista una stretta correlazione tra APE e le classi energetiche, tuttavia entrambi concorrono al risparmio domestico dei consumatori.

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