Una delle più grandi sfide degli ultimi anni è stata la riconversione. Ancora una volta il Made in Italy ha dimostrato di avere la forza e le capacità per essere portatrice di innovazione e di avere a cuore l’ambiente. La novità questa volta arriva da Cagliari dove un gruppo noto di miniere leader della produzione di carbone si sono trasformate in un vero e proprio laboratorio di ricerca scientifica. La tecnologia ospitata e la capacità del team di adattarsi al mercato che cambia danno una nuova ventata di ottimismo che porta a dire “è davvero possibile cambiare”. Vediamo quindi quale è l’esempio di miniere 4.0 proposto dal Made in Italy.

Nasce il progetto ARIA per spiare l’universo.

Il progetto Aria nasce dalla partnership tra la Regione, il CERN di Ginevra, l’Istituto nazionale di fisica nucleare e un’azienda attiva sul territorio protagonista di questo importante progetto di riqualifica. L’iniziativa molto ambiziosa ha come fulcro le miniere nel cuore della Sardegna dove nascerà una torre di “distillazione criogenetica”: questa struttura è la matrice per ricavare l’argon – un isotopo di ossigeno e azoto – che trova ampio impiego non solo nel campo dell’agricoltura ma anche della medicina.

Una delle più grandi sfide degli ultimi anni è stata la riconversione. Ancora una volta il Made in Italy ha dimostrato di avere la forza e le capacità per essere portatrice di innovazione e di avere a cuore l’ambiente anche realizzando le miniere 4.0 . La novità questa volta arriva da Cagliari dove un gruppo noto di miniere leader della produzione di carbone si sono trasformate in un vero e proprio laboratorio di ricerca scientifica. La tecnologia ospitata e la capacità del team di adattarsi al mercato che cambia danno una nuova ventata di ottimismo che porta a dire “è davvero possibile cambiare”.

Infatti, l’argon è un isotopo dell’ossigeno e dell’azoto; in natura si trova allo stato gassoso ed è quindi un aspetto fondamentale per riuscire a vedere la “materia oscura” che popola il 25% dell’universo.

Insomma, sembra proprio che in pochi anni l’isola italiana possa diventare un importantissimo polo di innovazione e capace di creare numerosi posti di lavoro. La locomotiva dell’intera iniziativa si chiama “Dark Side”, un progetto portato avanti negli innovativi laboratori che si trovano sul Gran Sasso. Lo scopo dei ricercatori è quello di analizzare gli urti della materia oscura (da cui l’omonimia con il progetto) utilizzando appunto l’Argon.

Ma cosa c’entra la Sardegna in tutto questo? La connessione con l’isola è dovuta al fatto che proprio dove sorgeva la vecchia miniera di carbone, si trova anche un pozzo profondo più di 500 metri che consente di ospitare la torre di 350 metri dove potrà avvenire il processo di distillazione dell’argon. Lo scopo di questa operazione sarebbe quella di purificare quindi l’argon che costituisce ossigeno e anidride carbonica, eliminando al tempo stesso le scorie quindi dall’aria.

Un aspetto ancora più sorprendente dell’iniziativa è dato dal fatto che la torre potrà ospitare il medesimo processo anche per separare l’aria dai suoi isotopi, particolarmente utili nel campo della medicina.

La torre del progetto Aria e le miniere 4.0

La torre del progetto Aria è la prima al mondo ad essere composta da ben 30 moduli: per questo la sua costruzione richiederà fino a un anno prima di essere interamente completata. Nel frattempo, i ricercatori non si fermeranno, ma daranno il via a quella che hanno chiamato fase Seruci 0 che prevede un lungo periodo di test, alla quale l’anno prossimo seguirà la Seruci1.

Il viceministro, al termine dell’approvazione del progetto ha dichiarato soddisfatto “Passiamo dal carbone alle stelle, e in questo modo portiamo le miniere nel futuro. Insomma, dalla fase di chiusura si arriva al rilancio

Miniere 4.0, la Sardegna è il prossimo polo innovativo?

La Sardegna, soprattutto nell’ultimo periodo, sembra aver ingranato la quinta in tema di innovazione. Dopo la nascita della prima pista ciclabile sostenibile, questo progetto è pronto a dare nuovo lustro a questa meravigliosa regione italiana.

La Regione si sa dimostrando infatti un partner fidato e affidabile per tanti centri di ricerca sul territorio e non solo, capaci di parlare il linguaggio dell’innovazione e delle nuove tecnologie emergenti. Dal punto di vista economico finanziario, il progetto Aria ha impegnato in maniera importante le casse dell’amministrazione comunale e non solo, per non parlare del capitale umano che lavora ogni giorno per portare al successo questa iniziativa.

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