Una novità in tema di energia arriva direttamente dai Paesi Bassi si chiama Hydrogen Valley europea. Progettato sul modello della californiana Silicon Valley, il nuovo distretto energetico mira a realizzare una catena di approvvigionamento d’idrogeno verde prodotta sulla base delle energie rinnovabili. L’iniziativa, ribattezzata con il nome di HEAVENN, coinvolge tre province olandesi, Groningen, Drenthe e Friesland, e 31 soggetti, pubblici e privati, provenienti da sei Paesi europei. Un ricco consorzio che è riuscito ad ottenere in questi giorni anche l’appoggio della Commissione europea. Il progetto ha ricevuto il sostentamento economico da parte dell’Unione europea, con una cifra quasi pari a 20 milioni di euro.

I motivi della costruzione della valle energetica

Molti dubbi si sono posti sul perché della creazione di una centrale di questo tipo, economicamente sostenuta da parte dell’Unione Europea. La risposta arriva direttamente dal ministro agli affari economici e alla politica climatica, Eric Wiebe, il quale ha risposto che si tratta sostanzialmente di ragioni politiche:

Si tratta di un buon esempio di come Groningen, Drenthe e Frisia abbian assunto un ruolo da precursori come nuove province energetiche sostenibili – ha commentato Wiebes –Poiché il giacimento di gas di Groningen chiuderà nel 2022, questo progetto offre buone opportunità e occupazione al nord del Paese”.

La Valle cercherà di recuperare almeno in parte il vuoto lasciato da quella che una volta era la riserva di gas naturale più grande d’Europa. Infatti, il giacimento di Groningen, scoperto nel 1959, ha permesso ai Paesi Bassi di divenire una superpotenza energetica, sostenendo ampiamente il PIL nazionale.

Dal giacimento di gas di Groningen alla Hydrogen Valley europea

 Sostituire la ex centrale di gas, che era considerata un bacino centrale dell’Europa e del mondo interno. Il suo sfruttamento è iniziato nei primi anni Sessanta e ha permesso al governo dei Paesi Bassi di ottenere una notevole quantità di denaro grazie alle concessioni. Il problema era dato dal fatto che negli ultimi anni si era presentato un crescente numero di terremoti nella zona ha portato a rivedere i piani per l’estrazione e a molte cause legali. Infatti, l’attività estrattiva a fare aumentare il numero dei terremoti, in un’area dove erano pressoché assenti e di magnitudo tale da non essere nemmeno percepiti dagli abitanti.

Il progetto racchiude e prevede lo sviluppo di diversi singoli progetti: dalla produzione su larga scala di idrogeno verde come materia prima per l’industria alla realizzazione di impianti di stoccaggio, dal trasporto e distribuzione del vettore all’applicazione per l’approvvigionamento sia nel settore edilizio che in quello dei trasporti. Per la creazione del sistema è stato stanziato un budget di 5 miliardi di euro, risorse che supporteranno la produzione di calore, elettricità e gas rinnovabile.

Hydrogen Valley europea: anche l’Italia verso questo progetto?

Il 12 luglio del 2019 lo sviluppo dei temi legati all’idrogeno erano state al centro dell’incontro di Bruxelles tra il vicepresidente della Giunta provinciale dell’Alto Adige e l’ assessore alla mobilità, Daniel Alfreider, e il responsabile per il finanziamento dei progetti che fanno uso dell’idrogeno Fch Ju (Fuel Cell Hydrogen, Joint Undertaking), Bart Biebuyck. Con un proprio centro di ricerca sull’idrogeno, la collaborazione con le imprese locali e progetti pilota per il Tpl, l’Alto Adige ha già posto in essere “passi fondamentali per ampliare il dibattito sul tema”, si legge in una nota. 


L’obiettivo, ha spiegato Alfreider, è quello di “profilarci come una hydrogen valley nella quale la produzione di energia e la gestione del traffico possono essere gestite in modo coordinato riducendo di pari passo le emissioni”. Si tratta, quindi, di mettere in campo una vera e propria “strategia dell’idrogeno” nel Tpl, “realizzando una rete capillare di rifornimento e servendo anche le zone di montagna con mezzi pubblici” alimentati a idrogeno. Nel corso del meeting si è parlato infatti anche dell’utilizzo di bus a idrogeno in zone con grossi dislivelli di altitudine

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