Un’ idea innovativa ed ecologica arriva anche nelle montagne italiane: sta per essere realizzata Pejo, la prima ski aerea totalmente eco free. Mai nessuno in Europa, ma anche a livello mondiale, ci aveva ancora provato: liberare un intero comprensorio sciistico dalla plastica costituisce una svolta assoluta per l’ambiente alpino. Dalle bustine di ketchup alle cannucce, dalla bottiglietta alle stoviglie monouso: una svolta totalmente ecologica in accordo con la natura circostante e l’ambiente.

Pejo: le caratteristiche della nuova area sciistica plastic free

Pejo3000 si candida a diventare la prima ski area plastic free al mondo. Un progetto ambizioso per il territorio e per tutto il nostro Paese, ma che diverrà un esempio per molti altri Stati. L’aspetto entusiasmante di questa iniziativa è che non solo costituisce il primo tentativo europeo, ma il primo mondiale.

L’obiettivo è quello di liberare un intero impianto sciistico dalla plastica, che, come ben noto, rappresenta una delle fonti di inquinamento più pericoloso per la natura e gli animali che lì vi abitano. L’idea è partita a seguito della ricerca condotta dall’ università Statale di Milano e di Milano Bicocca, aveva scoperto che il ghiacciaio dei Forni contiene tra i 131 e i 162 milioni di particelle di componenti plastici.

Una delle numerose conseguenze dell’attività umana in questi territori che provoca moltissimi danni. Il sì decisivo al progetto è avvenuto anche grazie all’introduzione della nuova direttiva europea sulle plastiche approvata a giugno: hanno così proposto agli operatori di Pejo3000 di costruire una ski area, che si sviluppa tra i 1.400 e i 3.000 metri di altitudine. In merito al progetto in questione, vi sono stati diversi apprezzamenti anche da parte dei vertici delle istituzioni “Ci siamo subito resi conto che il lavoro da fare era imponente – commentaLuciano Rizzi, presidente dell’Apt Val di Sole, Pejo e Rabbi – ma d’altro canto non volevamo più aspettare. L’economia locale si fonda sul turismo ma questo impone un’attenzione in più affinché le nostre risorse naturali non vengano depauperate. Sono il nostro tesoro e lo dobbiamo preservare per i nostri figli e nipoti. Siamo quindi orgogliosi di essere i primi al mondo a fare questo passo, sicuri che ben presto altri seguiranno“.

Il progetto ambizioso firmato Made in Italy

Il progetto è volto, tra l’altro, a migliorare anche l’immagine generale del territorio, dandogli una veste maggiormente ecosostenibile. Inoltre, i vertici dell’azienda assicura che vi saranno dei controlli continui per garantire sia l’andamento, sia introdurre dei correttivi al progetto se vi fosse la necessità. Gli operatori della skiarea hanno firmato una lettera d’intenti, che indichi precisamente le azioni da effettuare e le diverse tappe. I primi tentativi di togliere di mezzo la plastica arriveranno già a partire dal 2020, quando nei rifugi del comprensorio i clienti non troveranno più acqua e bibite in plastica, né stoviglie monouso né cannucce. Anche le bustine di ketchup e maionese.

Al contempo verranno aggiunti dei pannelli informativi che descriveranno il progetto Pejo Plastic Free e sensibilizzeranno tutti i soggetti che arriveranno nell’area in questione.

Pejo: il via alla valle sostenibile

Il progetto vuole trasformare tutto il territorio in una “valle sostenibile”, in quanto anche l’energia che alimenterà gli impianti sarà totalmente naturale e verrà utilizzata solo attraverso delle fonti energetiche rinnovabili. Per riscaldare le abitazioni, gli alberghi, gli edifici pubblici e le Terme di Pejo si utilizza poi un moderno impianto di teleriscaldamento a cippato, alimentato con gli scarti delle lavorazioni boschive. Ci sono delle novità anche sul fronte delle certificazioni: il Parco Nazionale dello Stelvio ha finalmente ottenuto quella della Carta europea del turismo sostenibile, che permette una migliore gestione delle aree protette e coinvolge sia i gestori del parco, sia i tour operator, sia le strutture ricettive.

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