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Cucina a gas o piano cottura a induzione?

Negli ultimi anni sono sempre più le persone che optano per un piano cottura a induzione dicendo addio alla vecchia cucina a gas. Questa scelta non viene fatta solo per seguire la moda e puntare a elettrodomestici più moderni ma anche per abbattere i consumi e ridurre le emissioni di anidride carbonica. L’uso del piano di cottura ad induzione, tuttavia, presenta una serie di costi legati ai consumi di chilowatt e, soprattutto, alla necessità di incrementare la potenza del contatore per non rischiare di far saltare la corrente ogni volta che venga azionata la cucina con qualche altro elettrodomestico.
L’incremento della potenza del contatore non apporta un consumo di per sè visto che le nuove tariffe energetiche prevedono spese per i consumi legate esclusivamente ai chilowatt ad ora e non alla potenza impegnata. Per poter comprendere quali siano gli effettivi consumi e quale il risparmio rispetto a una cucina a gas è necessario però valutare le modalità di cottura del piano a induzione, ossia la quantità di calore usata per la cottura dei cibi.
Anche se i consumi energetici possono cambiare a seconda della tipologia di piano a induzione utilizzata, si può dire che in linea di massima, per cucinare uno stesso tipo di alimento, l’induzione impiega molta meno energia, quasi la metà, rispetto a un piano a cottura a gas. Questo perché tutta l’energia consumata viene utilizzata esclusivamente per la cottura mentre, in caso di altre tecnologie, si rileva un’elevata quantità di energia che viene dispersa nell’ambiente.
Il consumo calorico, ossia i kWh, sono sicuramente a favore del piano a induzione mentre, per quanto riguarda i costi dell’energia o del gas usato, questi dipendono anche dal fornitore con cui si ha il contratto e dalla tariffa scelta.