Merano si conferma città all’avanguardia sotto l’aspetto della sostenibilità, dell’attenzione all’ambiente ma anche delle nuove tecnologie: diversi anni la cittadina a due passi da Bolzano e dalle splendide montagne dell’Alto Adige era stata tra le prime a equipaggiare i propri mezzi con un GPS che fornisse indicazioni tempestive alle fermate e a tutti i passeggeri in attesa per sapere a che ora sarebbe passato il mezzo. Sempre Merano è stata pioniera nella smart mobility, dotandosi di mezzi pesanti per il trasporto pubblico a impatto zero e ora va a sperimentare quello che molti definiscono il mezzo del futuro. Bus completamente elettrico e senza autista.

Smart Mobility, nasce il bus senza autista

Si tratta di uno shuttle di quindici posti, il primo nel suo genere in Italia, interamente elettrico e autonomo: se le metropolitane leggere che già da tempo lavorano automaticamente e senza alcun conducente (la linea lilla a Milano o il metro leggero di Perugia), questo progetto è molto più ambizioso. Non ci sono binari o rotaie: il bus viaggia lungo un percorso caricato su un software, facendosi strada grazie a un’intelligenza artificiale che analizza migliaia di informazioni che arrivano in tempo reale dai sensori posizionati a bordo del mezzo e da una rete di diciassette satelliti.

Il progetto non è italiano: lo ha predisposto la francese Navaya, un’azienda che da almeno venti anni lavora a questo genere di prodotto per rendere autonomi e sicuri mezzi pubblici di media lunghezza. I sensori leggono le condizioni del traffico ed eventuali ostacoli imprevisti mentre a bordo del mezzo un altro software sovrintende al traffico dei passeggeri tra fermate prenotate e altre da rispettare.

Un progetto che nasce per il futuro della smart mobility

La sfida è davvero molto ambiziosa ma Merano, città che dal nulla ha saputo rimodernare le sue splendide terme fino a renderle una delle mete più attrattive di tutto il nord Italia, ha già dimostrato in passato di poter puntare a grandissimi risultati. La città ha presentato il progetto ottenendo subito un milione e mezzo di euro grazie al programma di cooperazione europea Interreg V/A Italia-Svizzera e coinvolgendo diversi altri comuni che sono interessati ai risultati come quelli di Briga-Glis, in Svizzera. L’assessorato alla mobilità della Provincia di Bolzano, le aziende di trasporto locale e le autonomie hanno messo tutto quello che serviva e anche se occorreranno almeno sei mesi per dichiarare ultimato la fase di sperimentazione, tutto sta andando per il meglio tra la grande curiosità degli abitanti di Merano.

Un bus del tutto autonomo che riscuote simpatia

In un centro cittadino affollato per la grande corsa al Natale, tra bancarelle e mercatini, il bus si fa largo senza difficoltà e senza problemi. Forse anche per questo moltissimi meranesi, complice la curiosità, lasciano a casa l’auto: impugnano il telefonino e dall’applicazione prenotano una corsa sul mezzo che un pochino ricorda “Blade Runner”. Una voce ti invita a sederti tra uno dei tanti posti a disposizione o a restare in piedi nell’ampio spazio libero: il bus senza autista è preciso e puntuale e la sua corsa è sempre precisa, un anello che circonda tutto il centro cittadino e sfiora i parcheggi e le strade di grande scorrimento. In questi primi test a bordo ci sono sempre due tecnici pronti sia a intervenire sul mezzo grazie a un joystick sia a spiegare le funzionalità.

Nove ore di autonomia, velocità massima 45km/h – ma per ora viene ridotta a 25 – il mezzo offre una bella passeggiata lungo Passirio. In tutto il suo database è in grado di riconoscere fino a circa duemila fattori che sfuggono la routine e a reagire tempestivamente di conseguenza. La Navaya dice… “A oggi 1,5 milioni di chilometri di test con 500mila passeggeri, mai un incidente”. Costo di ogni singolo mezzo 300mila euro.

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