Utenze nella seconda casa in Italia per italiani all’estero

Per gli italiani che vivono all’estero esiste una normativa particolare che regola i costi delle utenze attive in un’eventuale seconda casa posseduta in Italia? La risposta alla domanda iniziale è affermativa. A seguire un breve approfondimento sul tema, con la spiegazione sui costi stabiliti per le utenze nella seconda casa in Italia per gli italiani all’estero e un confronto con le tariffe stabilite da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) per chi invece risiede nel territorio italiano e ha una seconda casa con le utenze di luce e/o gas attive.

Tariffe utenze nella seconda casa in Italia per italiani all’estero

Gli italiani che vivono all’estero e sono iscritti all’AIRE, acronimo che sta a indicare l’Anagrafe degli Italiani all’Estero, pagano per le utenze nella seconda casa in Italia le medesime tariffe previste per i residenti, nonostante nel contratto stipulato con il fornitore di luce e/o gas sia presente la dicitura ‘non residente’. La normativa a cui fare riferimento è la Legge numero 75 del 1993 (comma 4-ter dell’articolo 1).

Tariffe utenze nella seconda casa in Italia per i residenti nel territorio italiano

Chi invece risiede in Italia e ha una o più utenze attive all’interno di una seconda casa (diversa dall’abitazione principale) è soggetto al pagamento delle tariffe previste per i contratti da non residente. Nel caso specifico della luce elettrica, l’Autorità italiana per l’Energia prevede il pagamento di un costo extra riferito agli oneri di sistema e superiore alla somma di 100 euro. Per la precisione, il costo aggiuntivo è pari a 126,98 euro nell’arco di un intero anno.