Si chiama Willpower ed è un progetto molto promettente che parte da un paradosso. D’altronde i paradossi funzionano, soprattutto in natura. Il calabrone, così per come è strutturato, non potrebbe volare, e invece vola. Le zanzare dovevano sopravvivere per poche ore e non dovevano essere in grado di volare oltre i trecento metri: e invece sono diventate resistentissime e vengono richiamate anche a chilometri di distanza pur di approvvigionarsi di sangue e deporre le uova. 

Willpower: creare energia pulita dall’anidride carbonica

Il paradosso di Willpower è creare energia pulita dall’aria sfruttando l’anidride carbonica che purtroppo l’attività umana sul pianeta sta estendendo in modo massiccio fino ad avere raggiunto i livelli di guardia. Il progetto Willpower nasce da un’idea che è stata immediatamente accolta e finanziata dall’Unione Europea.

Se fino a oggi creare energia, in particolare energia elettrica, è stato enormemente costoso da un punto di vista ambientale, la grande scommessa è come continuare ad alimentare i privilegi industriali che abbiamo conquistato senza collassare il pianeta. E dunque non solo azzerare le produzioni di energia dal carbone, dai gas o dagli idrocarburi fossili ma sfruttare qualsiasi fonte rinnovabile e non impattante.

Un progetto tedesco

Il progetto Willpower nasce in Germania nei primi anni 2000 da un’intuizione apparentemente folle: utilizzare la CO2 già presente nell’aria, unitamente all’acqua, per produrre metanolo, un alcol dalle grandi potenzialità come fonte di energia. Il metanolo oggi viene estratto dalla canna da zucchero o dalle barbabietole: non è un gas fossile e anche se non è facilmente gestibile per via della sua imprevedibilità, è un ottimo combustibile. 

Già negli anni ’70 erano state brevettate le prime auto alimentate a metanolo, in Brasile c’erano addirittura alcune FIAT che partecipavano al campionato nazionale rally con questa soluzione. Ma alla lunga l’esperimento non riuscì a tradursi in risorsa industriale e oggi i mezzi alimentati a metanolo sono pochissimi, quasi esclusivamente nel mondo delle corse (le moto da speedway per esempio).

Come si ricicla l’anidride carbonica

L’idea degli scienziati tedeschi che hanno elaborato il progetto, come spesso accade, nasce da un processo chimico piuttosto consolidato che avviene nel corpo umano. Il nostro corpo infatti lavora le molecole di alcol presenti nell’organismo scindendole in CO2 e acqua. Un processo naturale che esiste da sempre anche se è stato scoperto non moltissimo tempo fa ed è stato studiato con successo solo nel secolo scorso.

Di qui l’idea dei ricercatori: avviare un procedimento di “reverse engineering”, una scomposizione identica a quella che avviene nel nostro organismo per ottenere la molecola portante dell’alcol. Il metanolo. Se si hanno a disposizione quantità di acqua e di CO2 si può produrre metanolo. E né l’acqua né l’anidride carbonica mancano. 

Si tratta tuttavia di un procedimento virtuoso fino a un certo punto: se è vero che produrre metanolo potrebbe risolvere almeno in parte la nostra dipendenza dai gas fossili, utilizzarlo per le industrie, le centrali elettriche o le auto finirebbe semplicemente per produrre ulteriore CO2.

A quel punto bisognerebbe capire con quale saldo attivo e se si tratterebbe di un beneficio o meno. Si tratterebbe però non un’ulteriore emissione di gas serra ma di un riciclo continuo di quelli esistenti. Sarebbe comunque un passo avanti. 

Antonio Martinez, il ricercatore che sta lavorando al progetto è comunque molto soddisfatto delle basi di partenza: “Tecnicamente parlando abbiamo dimostrato che il sistema funziona, che produce metanolo e che è completamente sicuro – dice – ora stiamo lavorando con i nostri partner per assicurarci che il pieno potenziale di questa svolta sia utilizzato per garantire un settore energetico più pulito, più sicuro e più autosufficiente per l’Europa in futuro”.

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