Venezia, città che conta circa 270 mila abitanti, è il capoluogo di Regione del Veneto e dell’omonima città metropolitana. La bella Venezia con la sua Laguna è uno dei siti italiani patrimonio dell’Umanità, ed insieme a Milano e Roma è una delle città più visitate del paese. Tuttavia, il Veneto è una delle regioni più esposte allo smog, portando così il capoluogo a superare i limiti per quanto riguarda la qualità dell’aria.

Allarme smog nella città sull’acqua

Venezia è una città che negli ultimi mesi ha subito diversi danni, sia dovuti all’innalzamento dell’acqua sia dovuti all’eccessivo smog dovuto in particolar modo dalle barche presenti nei canali. Infatti, secondo alcuni risultati preliminari, circa l’8% delle nanoparticelle presentano un diametro inferiore a 0,1 micron (un decimillesimo di millimetro) e sono causate dagli scarichi delle imbarcazioni. 

Lo studio effettuato dall‘Università Ca’ Foscari di Venezia sulle nanoparticelle emesse dal traffico marino, dimostra che l’inquinamento continua ad aumentare esponenzialmente. Il traffico grava particolarmente sulla qualità della vita dei cittadini, elemento da non sottovalutare. 

La ricerca è stata svolta tra agosto e novembre 2018, avvalendosi del supporto di mezzi e specifici strumenti posizionati nella centralina ARPAV di Sacca Fisola, sul Canale della Giudecca, constatando che il traffico navale incide maggiormente sul nano-particolato che sul particolato PM2.5 o superiore.

Si tratta del particolato più pericoloso, capace di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio, con possibili conseguenze più dannose sulla salute. Il particolato fine (il PM2.5) ha un diametro inferiore a 2,5 micron, mentre le polveri sottili (il PM10), hanno un diametro compreso tra 2,5 e 10 micron.

La nocività delle polveri sottili dipende dalle loro dimensioni e dalla loro capacità di raggiungere le diverse parti dell’apparato respiratorio: le polveri in base alla propria dimensione possono raggiungere la cavità orale e nasale, la trachea e bronchi primari e infine gli alveoli polmonari.

Eco Mobility a Venezia

Secondo l’Agenzia Ambientale Europea l’inquinamento atmosferico continua ad avere impatti significativi sulla salute della popolazione europea, in particolar modo per i cittadini delle aree urbane. 

Gli inquinanti che mettono più a rischio la salute umana sono:

  • Polveri sottili (Pm);
  • Il biossido di azoto (NO2); 
  • L’ozono troposferico (O3). 

Tuttavia sembra mancare una strategia chiara e definitiva per combattere lo smog e le morti premature che ogni anno avvengono. Infatti, sono oltre 60mila le morti premature in Italia dovute all’inquinamento atmosferico, determinando un danno economico, arbitrato sulla base dei costi sanitari comprendenti le malattie, le cure e le visite. 

Secondo la classifica del 2019, Venezia è all’8° posto tra le città più inquinate d’Italia. L’anno scorso, infatti sono stati ben 48 i giorni da “fuorilegge” ambientale per la città della Laguna e dintorni. Le classiche ZTL, però, non proteggono tanto la zona del Lido, off limits, data l’impossibilità pratica per le auto di circolare, ma riguardano piuttosto le strade di Mestre, che è sicuramente l’area più popolosa.

Per sensibilizzare e informare i cittadini sulle condizioni dell’aria che si respira, Salvatore Orlando, professore di Informatica al Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica ha creato, insieme ad altri collaboratori, EcoMobility

Si tratta di un’applicazione per smartphone ed altri dispositivi portatili che consente ai cittadini sia di avere informazioni real-time sull’inquinamento della città, che di pianificare viaggi ecologici.

I dati di inquinamento che vengono forniti quotidianamente, provengono dalle centraline ARPAV e non sono utilizzati esclusivamente per l’applicazione. Infatti, i dati servono anche a contribuire per il sistema di supporto per i gestori del traffico urbano, che ricevono degli avvisi in tempo reale nel caso di superamento di determinate soglie di inquinamento. 

Agendo in questo modo, è possibile informare gli enti preposti affinchè intervengano preventivamente onde evitare il sovra inquinamento. 

È un progetto che nasce con l’aiuto di università straniere e istituzioni per combattere l’inquinamento e salvaguardare il territorio.

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