La bolletta della luce per la seconda casa è più alta della prima nonostante i consumi siano minori rispetto a quelli registrati nell’abitazione principale. Perché avviene questo? Per rispondere alla domanda occorre prendere come riferimento la riforma tariffaria del 2017, che è andata sì a eliminare il concetto di progressività abolendo le tariffe D2 e D3, ma allo stesso tempo ha introdotto una quota fissa aggiuntiva sulla spesa degli oneri di sistema per i non residenti. Ciò è il motivo principale per cui la bolletta della luce per la seconda casa è più alta.

A quanto ammontano gli oneri di sistema per la seconda casa

Gli oneri di sistema sono inclusi nella spesa per i Servizi di Rete insieme a quella legata al trasporto della luce elettrica e alla gestione del contatore da parte del distributore. Tale costo è stabilito annualmente dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). La quota fissa per il 2019 decisa dall’Autorità quest’anno per le abitazione diverse dalla residenza anagrafica (in cui rientrano appunto anche le seconde case) è pari a 126,98 euro.

Eccetto gli oneri di sistema, le altre spese sono uguali

Se si esclude la quota fissa annuale addebitata alle abitazioni diverse dalla residenza anagrafica, indipendentemente dai consumi effettuati, tutte le altre voci hanno la medesima spesa. Per quanto riguarda infatti la spesa per il trasporto e la gestione del contatore, nel 2019 l’Autorità italiana per l’Energia ha fissato un prezzo pari a 0,00798 euro. Ricapitolando, la bolletta della luce per la seconda casa è più alta esclusivamente per l’addebito della quota fissa alle abitazioni diverse dalla residenza anagrafica.

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